Grecia, serve certezza gestione crisi debiti sovrani- Draghi

mercoledì 13 luglio 2011 11:36
 

ROMA, 13 luglio (Reuters) - La gestione delle crisi finanziarie ha mostrato interventi parziali e temporanei acuendo le incertezze, mentre serve dare certezza alla gestione delle crisi dei debiti sovrani. Lo ha detto il governatore Mario Draghi, prossimo presidente della Bce, intervenendo all'assemblea dell'Abi.

"Dobbiamo riconoscere che nella gestione delle crisi finanziarie si è proceduto non di rado con interventi parziali e temporanei, accrescendo le incertezze sui mercati finanziari. Occorre ora dare certezza al processo con cui si gestiscono le crisi sovrane: definire con chiarezza gli obiettivi politici, il disegno degli strumenti, l'ammontare delle risorse", ha detto Draghi.

Draghi ha sottolineato che "le prospettive di crescita e i mercati finanziari sono condizionati dalla crisi del debito sovrano. Nonostante le decisioni prese dal Parlamento greco e dall'Eurogruppo le tensioni si sono acuite ed estese, anche per la natura inerziale che caratterizza questi processi".

Per questa ragione occorre che si consolidino i conti pubblici e si spinga in alto la crescita potenziale attuando le riforme strutturali, ha detto Draghi. "In nessun paese vi sono alternative a un credibile consolidamento fiscale; esso costituisce il presupposto essenziale per rafforzare le prospettive di crescita. Ma non è sufficiente", ha detto.

Draghi ha ricordato che il differenziale tra Bund tedeschi e gli altri titoli sovrani non potrà più godere di rendite di credibilità.

"Gli spread sui titoli sovrani rispetto al Bund tedesco sono rimasti a lungo su livelli modesti e i tassi praticati dalle banche hanno riflesso la credibilità di cui godevano i titoli pubblici dei paesi dell'euro. Non è né sarà più così: la solvibilità degli stati sovrani non è più un fatto acquisito ma va guadagnata sul campo con una crescita alta e sostenibile, possibile solo con i conti in ordine", ha detto Draghi.

Il costo del credito, ha detto Draghi, riflette oggi questa nuova condizione: "è più elevato per i paesi a bassa crescita e con finanze pubbliche più deboli. Il prestito di credibilità elargito dai paesi più forti dell'area dell'euro è venuto a scadenza: dovremo crescere senza farvi conto. Quelle riforme strutturali invocate per anni sono oggi ancora più essenziali".

(Stefano Bernabei)