12 luglio 2011 / 14:38 / 6 anni fa

SINTESI - Europa valuta ipotesi default greco, nuovo vertice Ue

* Vertice strordinario leader Ue venerdì secondo diplomatico

* MinFin non escludono più esplicitamente default selettivo

* A breve accordo Ue su prestiti meno onerosi, maggior durata

* Si ragiona su eventualità buy-back, swap

* Sensazione emergenza accresciuta da rischi Italia e Spagna

BRUXELLES, 12 luglio (Reuters) - I capi di Stato e di governo Ue terranno una riunione straordinaria dopo che i ministri finanziari, per la prima volta nella storia dell'unione monetaria, sono giunti ad ammettere che per ridurre il debito di Atene ed evitare il rischio di contagio possa essere necessaria una qualche forma di 'default'.

"Ci sarà una nuova riunione venerdì" dice a Reuters un alto diplomatico della zona euro, a segnale di come i politici siano stati colti da una nuova sensazione di emergenza di fronte all'attacco del mercato contro l'Italia degli ultimi giorni.

Una fonte governativa francese aggiunge che l'Eliseo è a favore di un nuovo vertice, di cui non si conoscerebbe però ancora la data, mentre dalla Spagna il presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy afferma di non escludere una riunione.

Secondo il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble un secondo pacchetto di aiuti a favore di Atene può attendere fino a settembre, finché l'Eurogruppo non abbia effettivamente accettato l'idea che il coinvolgimento del settore privato possa equivalere a un default selettivo.

"Siamo riusciti a sciogliere un nodo, un nodo molto complesso" ha detto stamane ai cronisti il collega olandese Jan Kees de Jager.

A chi gli chiedeva se è allora possibile un default selettivo ha risposto poi: "non è più escluso; naturalmente la Banca centrale ha ribadito di mantenere la propria posizione ma i diciassette (ministri finanziari della zona euro) non lo escludono più, dunque abbiamo questa opzione, un maggior numero di possibilità".

I partecipanti alle riunioni di Eurogruppo ed Ecofin precisano che dopo il sostanziale fallimento della complessa proposta francese di 'rollover' si stanno valutando per i titoli del Tesoro ellenici le ipotesi di buy-back sul secondario e di swap con obbligazioni a maggiore durata.

Entrambe le opzioni verrebbero probabilmente bollate dalle agenzie di rating come una forma di default - come minimo 'default selettivo' - che, anche non si applicasse all'intero ammontare del debito greco e venisse rapidamente risolto, avrebbe forti ripercussioni sui mercati finanziari.

La maggiore probabilità di una qualche forma di default e la tiepida risposta arrivata finora dal Fondo monetario internazionale ha messo sotto forte pressione i titoli del settore bancario europeo, con una spirale ribassista alimentata dalla caduta verticale dei titoli di Stato periferici e del cambio contro dollaro.

Il rendimento del decennale Btp è balzato oltre 6% per la prima volta dal 1997, salvo poi correggere in area 5,6% restando rispetto al 5% tondo della chiusura di martedì scorso.

In occasione dell'asta Bot di questa mattina il costo della raccolta a dodici mesi è salito al massimo da settembre 2008, ai tempi del crack Lehman, facendo concentrare gli investitori sul collocamento a medio-lungo di dopodomani.

Willem Buiter, economista capo Citi ed ex consigliere di Banca d'Inghilterra, parla di un evidente effetto contagio oltre Grecia, Irlanda e Portogallo, i tre paesi che hanno ricevuto aiuti Ue.

"Si tratta di qualcosa che potrebbe trasformarsi radicalmente fino a una crisi sistemica da cui dipende l'esistenza della zona euro e dell'Unione europea" osserva.

Il cross dell'euro/dollaro EURO= ha toccato il nuovo minimo degli ultimi quattro mesi prima di recuperare leggermente posizioni, in parte grazie alle dichiarazioni del direttore Fmi Christine Lagarde secondo cui l'organizzazione basata a Washington e i partner Ue non sono ancora pronti a discutere di un secondo pacchetto a favore della Grecia.

"Niente va dato per scontato" ha detto alla stampa.

Se dai ministri finanziari non è giunta finora alcuna proposta concreta su come far fronte alla crisi greca ma soltanto un impegno a discutere "a breve" delle diverse opzioni, il consiglio Ecofin ammette che va comunque ridotto il cumulo del debito pubblico ellenico, pari a circa 160% del prodotto interno lordo.

"Vogliamo sottolineare la necessità di rendere più sostenibile il debito greco" ha detto ieri sera il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker dopo oltre otto ore di riunione.

Secondo gli economisti le parole di Juncker e dei ministri finanziari segnano un fondamentale cambiamento nei confronti della crisi debitoria, con evoluzioni su cui peraltro regna profonda incertezza.

"La zona euro sembra indirizzarsi più esplicitamente verso una forma di alleggerimento del debito tramite acquisti sul secondario finanziati dall'Efsf" scrive in una nota l'analista JPMorgan David Mackie in riferimento al meccanismo di stabilità del valore di 440 miliardi di euro, importo insufficiente in caso di eventuale salvataggio italiano.

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