Manovra, rafforzarla con anticipo alcune misure - Confindustria

lunedì 11 luglio 2011 17:29
 

ROMA, 11 luglio (Reuters) - Confindustria invita il governo a rafforzare la manovra da 40 miliardi anticipando l'entrata in vigore di alcune misure correttive, come la parte dell'intervento sul deficit da 15 miliardi che viene rimandato all'attuazione della legge delega sulla riforma fiscale.

Nel corso di un'audizione in commissione Bilancio del Senato, Confindustria sollecita maggioranza e opposizione "ad approvare rapidamente la manovra" senza che eventuali modifiche finiscano con l'alterarne i saldi finanziari di una manovra che aumenterà di circa un punto percentuale la pressione fiscale.

"Alla luce di quello che sta accadendo oggi la riflessione da fare è se non sia opportuno anche un rafforzamento della manovra, quantomeno nel senso di un anticipo di alcune misure, per esempio quelle lasciate in sospeso e messe in una delega che si potrà esercitare nel corso dei prossimi anni", ha detto il direttore generale dell'associazione Giampaolo Galli.

La manovra prevede una correzione complessiva di circa 40 miliardi nei quattro anni al 2014. Tuttavia, una parte considerevole dell'intervento, 14,7 miliardi, è rimandata all'attuazione della delega sulla riforma fiscale, che il governo deve ancora depositare in Parlamento. Il decreto legge contiene infatti un intervento di 25,3 miliardi, nella quasi totalità concentrato su 2013 e 2014.

Galli dice che nel Documento di economia e finanza il "governo aveva dichiarato di voler agire esclusivamente dal lato della spesa. In realtà, un terzo delle misure è costituito da maggiori entrate". Per la precisione, 6,61 miliardi su 25,3 complessivi, secondo la relazione tecnica al decreto.

Suscita dubbi soprattutto l'aumento dell'Irap su banche, assicurazioni e holding industriali, che secondo l'associazione datoriale "certamente si scaricherà sulla clientela".

Anche la delega fiscale produrrà secondo Confindustria un aumento delle tasse: "Ciò implicitamente indica che questa riforma non avverrà a invarianza di gettito, ma con un incremento della pressione fiscale, pari a quasi un punto di Pil".

Se l'obiettivo del pareggio di bilancio è condiviso, Confindustria si mostra critica verso numerose misure previste nell'articolato del decreto legge.

"Non è presente, al contrario di quanto lascia intendere la rubrica dell'articolo 27, un regime fiscale di favore per i giovani imprenditori: la norma in questione è piuttosto volta a ridurre, con finalità antievasive, il numero dei contribuenti minimi".   Continua...