Tassazione risparmio Ue, possibile svolta in favore sanzioni

giovedì 7 luglio 2011 18:31
 

BRUXELLES, 7 luglio (Reuters) - L'Unione europea sta valutando la modifica delle norme in materia di tassazione del risparmio e non si esclude che sanzioni contro chi viola l'euroritenuta siano inserite nel nuovo testo, come richiesto dal ministro italiano dell'Economia Giulio Tremonti.

"Non è escluso che la direttiva per la tassazione dei risparmi sia modificata in modo da includere sanzioni," ha detto a Reuters il portavoce del commissario Ue alle questioni fiscali David Boublil.

Martedì 12 prossimo la tassazione del risparmio sarà nuovamente in agenda alla riunione dell'Ecofin. L'Italia ha più volte minacciato il veto sulla riforma della direttiva se il testo emendato non dovesse includere sanzioni obbligatorie da applicare in tutti gli Stati contro chi viola le regole.

Il problema non riguarda tanto l'Unione europea dove le sanzioni sono di fatto in vigore in quasi tutti i 27 stati dell'unione, bensì i cinque cosiddetti paradisi fiscali europei (Svizzera, Andorra, Monaco, Liechtenstein e San Marino) con i quali è prevista la revisione di accordi bilaterali sulla base della nuova direttiva.

Tremonti ha più volte argomentato che se la direttiva non dovesse prevedere sanzioni, i paradisi fiscali non sarebbero obbligati a farla rispettare, pur sottoscrivendola. Questo farebbe quindi venire meno la ragione stessa della direttiva e dei negoziati con i paradisi fiscali, che è appunto quella di evitare che i risparmi dei cittadini Ue siano spostati in Svizzera o altrove sfuggendo al fisco.

Su richiesta italiana, martedì la Commissione presenterà un rapporto sull'applicazione della direttiva nell'Ue dal quale emerge che 25 paesi su 27 già applicano sanzioni, secondo quanto riferiscono fonti Ue in possesso del documento. Finlandia e Svezia sono le eccezioni. Ma i finlandesi promettano di introdurre penalità, mentre gli svedesi dicono che le violazioni nel paese sono irrilevanti e quindi introdurre sanzioni non è necessario.

Fonti del Consiglio Ue precisano che la riunione di martedì non sarà comunque risolutoria per la riforma della direttiva, né per il conferimento alla Commissione del mandato per negoziare la revisione degli accordi bilaterali con i paradisi fiscali eruopei.