Manovra, ok per rientro conti, dubbi su crescita -economisti

giovedì 7 luglio 2011 17:03
 

di Giulio Piovaccari

MILANO, 7 luglio (Reuters) - Su un elemento relativo alla manovra al 2014 sembra esserci comunanza di vedute tra gli economisti: la priorità del governo è stata quella di rassicurare i mercati e raggiungere un obiettivo di stabilizzazione dei conti pubblici, mentre la questione della crescita del paese rimane in secondo piano.

Mentre sui singoli aspetti, dall'equità delle misure scelte alla concentrazione degli effetti sul biennio 2013/2014, emergono critiche, non condivise da tutti.

"Non c'è nulla sulla crescita in questa manovra" afferma Tito Boeri, docente all'Università Bocconi di Milano. "Aspetti interessanti come la liberalizzazione delle professioni sono di fatto stati accantonati".

Più positivo Alberto Quadrio Curzio, professore dell'Università Cattolica, per il quale "se ci sono categorie che esprimono perplessità, quali pensionati, piccoli risparmiatori, dall'altra parte c'è un provvedimento molto importante come quello delle agevolazioni fiscali all'imprenditoria giovanile".

"C'era già stato il decreto Sviluppo, il governo ha sottolineato molto gli interventi sulla produttività, ma questa è una manovra che guarda di più alla stabilizzazione dei conti" sintetizza Loredana Federico, dell'ufficio studi di Unicredit. "Il governo l'ha ribadito più volte, la stabilità era la priorità e non si sarebbe potuto fare diversamente".

TAGLI SBILANCIATI SU SETTORI IMPORTANTI PER CRESCITA

Per quel che riguarda il dettaglio della manovra, Boeri sottolinea come "i tagli sono fortemente sbilanciati verso aree su cui l'Italia spende già meno rispetto ad altri paesi" come ad esempio ricerca, istruzione, giustizia, territorio, enti locali, uno sbilanciamento che già "è alla base dei problemi cronici dell'economia italiana".   Continua...