5 luglio 2011 / 14:40 / 6 anni fa

Manovra, da rivalutazione quote banche 544 mln in 2011

ROMA, 5 luglio (Reuters) - La rivalutazione per le banche delle partecipazioni di controllo assicura allo Stato un gettito di 544 milioni nel 2011 e una lieve perdita di entrate nei due anni successivi.

Lo si desume dalla relazione tecnica alla manovra aggiungendo che l'operazione "molto appetibile" per alcune banche.

L'analisi parte dal presupposto che il decreto 185 del 2008 ha consentito il riallineamento, mediante pagamento di una imposta sostitutiva, ai maggiori valori contabili dell'avviamento e delle altre attività immateriali iscritti a seguito di conferimenti, fusioni e scissioni.

"Nel settore bancario sussistono ipotesi nelle quali, a seguito di un'operazione straordinaria, l'avviamento e le altre attività immateriali non sono (autonomamente) iscritte nel bilancio di esercizio dell'avente causa pur essendo stati pagati. L'esempio, è quello della fusione di una società il cui attivo è costituito, esclusivamente o prevalentemente, da partecipazioni", spiega la relazione.

In questo caso, gli eventuali maggiori valori sono incorporati nelle partecipazioni e sono iscritti come partecipazioni e non come avviamento o altre attività immateriali. Un fenomeno che si ripropone anche nel più semplice caso di cessione o acquisto di una partecipazione.

"Se, ad esempio, la partecipazione è iscritta a 100, è frequente che venga ceduta ad un prezzo maggiore (130) perché incorpora dei plusvalori latenti (30), ma chi acquista iscrive l'intero costo come partecipazione a prescindere dal fatto che una parte del prezzo di acquisto costituisce, in effetti, avviamento della società acquistata", continua la relazione tecnica.

Sulla base della normativa vigente, questi maggiori valori incorporati nel costo della partecipazione "non sono affrancabili mediante imposta sostitutiva, in quanto non autonomamente iscritti nel bilancio di esercizio dell'acquirente come avviamento o altre attività immateriali".

Il riallineamento previsto in manovra cerca di rimuovere questo inconveniente "in quanto, per le partecipazioni di controllo, la parte del valore di carico delle partecipazioni che costituisce avviamento risulta in via autonoma dal bilancio consolidato (pur non risultando dal bilancio individuale)".

"La norma appare molto 'appetibile' per alcune banche interessate ad applicare la sostitutiva", continua la relazione specificando che l'operazione "porta gettito a breve e riduzione di gettito negli anni successivi".

Da informazioni presso gli operatori del settore "si può ipotizzare un importo potenziale assoggettabile ad imposta sostitutiva del 16% per circa 3,5 miliardi di euro".

Da un lato, quindi, la relazione stima un gettito da imposta sostitutiva in misura di circa 560 milioni di euro, con un versamento unico. Dall'altro, emergerebbero perdite di gettito Ires ed Irap nei 10 esercizi successivi per via delle maggiori deduzioni per quote di ammortamento.

La relazione tiene conto anche dei maggiori crediti di imposta sulle Dta, ovvero le imposte differite attive.

Tenendo conto "della rilevanza fiscale degli ammortamenti dal 2013", la relazione prevede un maggior gettito di 544 milioni nel 2011, un calo di 16 milioni nel 2012 e di 128 nel 2013.

Giuseppe Fonte

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