July 4, 2011 / 9:47 AM / 6 years ago

Manovra, i nodi aperti: dalle banche alle pensioni medio/alte

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ROMA, 4 luglio (Reuters) - Dal prelievo su banche e assicurazioni fino alla stretta sulle pensioni medio/alte, passando per i tagli agli enti locali e le pressioni che arrivano dalla Lega per ridurre il costo finale in bolletta.

La manovra da 47 miliardi tra 2011 e 2014 non è ancora stata consegnata al Capo dello Stato per la firma e pubblicata in Gazzetta ufficiale (cosa che potrebbe avvenire nei prossimi giorni) ma già crescono le pressioni per modificarne buona parte dei contenuti.

La bozza più aggiornata del decreto, ancora suscettibile di variazioni, contiene molte novità rispetto al testo uscito dal Consiglio dei ministri giovedì scorso, mano a mano che procede il lavoro di limatura al Tesoro.

Transazioni Finanziarie E Banche

Si comincia con banche, assicurazioni e società finanziarie, che dovrebbero vedersi imporre un'addizionale sull'Irap pari a 0,75 punti percentuali (aliquota in crescita dal 3,9 al 4,65%) al posto della tassazione separata al 35% sugli utili da trading bancario. Acquisita la soppressione dell'imposta all'1,5 per mille (o 0,15%) su tutte le transazioni finanziarie, il ministero dell'Economia è orientato ad aumentare quasi di quattro volte il bollo sui dossier titoli a carico di risparmiatori e investitori, portandolo su base annua a 120 euro.

ENTI LOCALI SUL PIEDE DI GUERRA. TAGLI DA 5 MLD SU SANITÀ

Suscita forti tensioni tra i sindacati e in seno alla stessa maggioranza anche il capitolo previdenziale, soprattutto nella parte che introduce una stretta sulle pensioni tra tre e cinque volte superiori al minimo. Al momento la manovra prevede la rivalutazione al 100% solo sugli assegni fino a 1.428 euro lordi mensili, al 45% per la quota compresa tra 1.428 e 2.380 euro e nessuna rivalutazione sopra l'ultima soglia.

Com'era inevitabile, gli amministratori locali sono sul piede di guerra per i nuovi tagli che si profilano tra 2013 e 2014, pari a 9,6 miliardi in totale. Le Regioni a statuto ordinario si vedranno ridurre i trasferimenti di 800 milioni nel 2013 e di 1,6 miliardi a decorrere dal 2014. Le Regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano parteciperanno con un 1 miliardo nel 2013 e 2 miliardi dal 2014. I tagli alle province ammonteranno nel biennio a 1,2 miliardi, a 3 miliardi quelli dei comuni: 1 nel 2013 e 2 dal 2014.

Anche il capitolo sanità darà un forte contributo. Tutte le bozze della manovra circolate finora prevedono che il Fondo sanitario nazionale salga dello 0,5% nel 2013 e dell'1,4% nel 2014. Secondo una fonte delle Regioni l'intervento dovrebbe assicurare circa 5 miliardi l'anno se parametrato sull'andamento della spesa tendenziale.

Sempre sul fronte sanitario, con uno stanziamento da 486,5 milioni la manovra esenta solo fino a dicembre il pagamento di 10 euro per i ticket su visite specialistiche e diagnostiche. Dal 2012 dovrebbero quindi entrare in vigore le disposizioni della Finanziaria 2007 che hanno introdotto il pagamento di 10 euro.

La Lega Punta I Piedi Sul Taglio Della Bolletta

Anche i ministeri faranno la loro parte. La manovra disciplina un processo di spending review che porterà anche le amministrazioni centrali ad adottare la logica dei costi standard prevista per gli enti locali, superando così il criterio di assegnazione dei fondi secondo il parametro della spesa storica. Un intervento che, come riferito a Reuters nelle ultime settimane da fonti governative, dovrebbe assicurare 5 miliardi l'anno di risparmi dal 2013.

Fa discutere anche l'ipotizzato taglio del 30% di tutti gli incentivi che gravano su luce e gas, definito "devastante" dalle associazioni che producono energia con fonti rinnovabili. La Lega punta i piedi e dice che ripresenterà la misura sotto forma di emendamento in Senato.

Per superare le tensioni dentro la maggioranza il governo potrebbe giocarsi la carta delle misure una tantum inserite in manovra, il cui gettito, pena la censura europea, non può essere destinato a riduzione del deficit. La parte del leone arriva dal condono sulle liti fiscali di valore non superiore a 20.000 euro pendenti al primo maggio 2011. Anche qui bisognerà aspettare il testo definitivo definitivo e la relazione tecnica per capire quanto il governo pensa di racimolare dall'operazione e come utilizzare le risorse.

Giuseppe Fonte

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