Manovra, al via la riunione del Consiglio dei ministri

giovedì 30 giugno 2011 16:21
 

ROMA, 30 giugno (Reuters) - È iniziata con circa un'ora di ritardo rispetto alla convocazione l'attesa riunione del Consiglio dei ministri sulla manovra correttiva da 47 miliardi necessaria a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014.

Oltre alla manovra, il governo è chiamato ad esaminare il disegno di legge delega sulla riforma fiscale e un secondo decreto sulla gestione dell'emergenza rifiuti in Campania.

La manovra interverrà per circa 2 miliardi sul 2011 e per circa 5 sul 2012, rifinanziando in buona parte spese insopprimibili ma non iscritte a bilancio. Il grosso della correzione avverrà tra 2013 e 2014, quando la manovra inciderà per 20 miliardi l'anno.

Numerose le misure inserite nelle bozze che sono circolate in questi ultimi giorni. Regioni, province e comuni parteciperanno alla manovra con circa 9,6 miliardi di minori trasferimenti tra 2013 e 2014. I tagli ai ministeri, secondo quanto anticipato da fonti governative, dovrebbero valere 5-6 miliardi.

Sul fronte previdenziale, la manovra anticipa al 2014 (dal 2015) l'adeguamento alle aspettative di vita dei requisiti anagrafici e contributivi per il ritiro dal lavoro di uomini e donne. L'innalzamento graduale dell'età per la pensione di vecchiaia delle donne nel privato a 65 anni, dovrebbe iniziare gradualmente nel 2020 per andare a regime in circa un decennio.

Pesante anche il contributo del pubblico impiego. Tra potenziamento nel blocco del turn over ed estensione dello stop agli aumenti salariali dal 2013 al 2014, i maggiori risparmi nel comparto assicureranno al governo 1,5 miliardi tra 2013 e 2016.

Si profilano numerosi interventi anche sul fronte delle entrate, dalla tassa sui veicoli con potenza superiore ai 125 chiloWatt all'imposta di bollo sulle transazioni finanziarie fino al prelievo pari al 35% sull'utile del trading bancario.

Quanto alla riforma fiscale, non è ancora chiaro se il governo intenda procedere con l'aumento graduale delle aliquote Iva per finanziare la riduzione del prelievo sull'Irpef, secondo lo schema di tassazione "dalle persone alle cose". Nei giorni scorsi fonti governative hanno sottolineato i timori del Tesoro per i possibili effetti inflattivi della maggiore Iva.

La nuova Irpef che emergerà dalla delega sarà articolata in sole tre aliquote dalle attuali cinque: 20, 30 e 40%. Se cadesse l'ipotesi Iva, il grosso della copertura deriverebbe dall'accorpamento dei numerosi benefici fiscali oggi esitenti. Dei 161 miliardi in totale di esenzioni esistenti, il governo ritiene di poter reperire fino a 16 miliardi. Nella delega troverà spazio anche l'armonizzazione delle rendite finanziarie, probabilmente all'aliquota del 20%.

(Giuseppe Fonte e Francesca Piscioneri)