24 giugno 2011 / 16:07 / 6 anni fa

SINTESI - Manovra giovedì in Cdm, Tremonti sonda parti sociali

* Tremonti vede Marcegaglia, Bonanni e Angeletti

* Rendite e base imponibile Iva per riforma fiscale

* Tagli a auto e aerei blu, rimborsi elettorali partiti

(Accorpa pezzi e aggiunge contesto)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 24 giugno (Reuters) - Silvio Berlusconi riunirà martedì prossimo la maggioranza per concordare la manovra da oltre 40 miliardi che sarà approvata in Consiglio dei ministri due giorni dopo, giovedì 30 giugno.

Nel frattempo il titolare dell‘Economia, Giulio Tremonti, ha cominciato a sondare le parti sociali incontrando questa mattina la leader degli industriali, Emma Marcegaglia, e i segretari di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.

“Martedì ci sarà una riunione con il ministro Bossi ed una rappresentanza della Lega, con Angelino Alfano e una rappresentanza del Pdl e del gruppo dei Responsabili”, ha detto il Capo del governo al termine del Consiglio europeo di Bruxelles.

Il Consiglio dei ministri, dice una nota di Palazzo Chigi, varerà un decreto legge con un‘unica manovra “ma progressivamente modulata su più anni”, in linea con quanto anticipato da Reuters nelle scorse settimane.

Due fonti governative ribadiscono che l‘intervento su 2011 e 2012 dovrebbe valere circa 8 miliardi, in gran parte necessari a rifinanziare spese non iscritte a bilancio. Il resto, 35-40 miliardi, servirà per azzerare il deficit nell‘arco del biennio successivo. Palazzo Chigi aggiunge nella nota che “sono in cantiere norme di grande e positiva incidenza per lo sviluppo economico”. Da Bruxelles Berlusconi si limita a parlare di misure per favorire le piccole e medie imprese.

RENDITE FINANZIARIE E IMPONIBILE IVA NELLA RIFORMA FISCALE

La presidenza del Consiglio conferma che giovedì verrà approvato anche il disegno di legge delega per la riforma fiscale ed assistenziale, “tenendo sempre fermo l‘impegno di pareggio di bilancio nel 2014”.

Anche la riforma contribuirà a reperire risorse per finanziare la manovra correttiva.

Intanto, parte del lavoro di semplificazione delle agevolazioni fiscali, dal quale il governo conta di ricavare fino a 16 miliardi di risorse utilizzabili, andrà anche a ridurre il deficit, non solo a finanziare la riforma.

Inoltre, una fonte governativa spiega che il governo non ha del tutto rinunciato a intervenire sull‘Iva, come ha detto ieri il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, all‘assemblea di Confcommercio.

Il riassetto del sistema fiscale reperirà risorse anche “da un allargamento della base imponibile dei contribuenti soggetti ad Iva, ancora più che elevando le aliquote, e da tributi locali, in modo da poter ridurre il prelievo fiscale su lavoro e imprese”, spiega la fonte.

Una seconda fonte spiega che “prende piede l‘ipotesi di rivedere le aliquote sulle rendite finanziarie all‘interno della delega”.

PENSIONI E COSTI DELLA POLITICA NEL MIRINO

“Stiamo lavorando. Abbiamo ricevuto le proposte del ministero dell‘Economia, abbiamo dato al ministro dell‘Economia l‘autorizzazione a discuterne con i sindacati e con la Confindustria”, ha detto Berlusconi a Bruxelles rispondendo a un cronista che chiedeva dettagli sulle misure della manovra, a cominciare dal nuovo intervento sulle pensioni.

Il governo punta infatti ad anticipare dal 2015 al 2013 l‘agganciamento alle aspettative di vita dei requisiti anagrafici e contributivi per l‘accesso alla pensione, come ha riferito una fonte governativa a Reuters mercoledì scorso. Non è ancora del tutto chiaro se l‘intervento sia destinato a sostituirsi o ad aggiungersi all‘aumento graduale dell‘età per l‘accesso alla pensione di vecchiaia delle donne nel settore privato, misura sempre all‘esame dei tecnici di Via XX settembre.

Prende corpo il capitolo dedicato al taglio dei costi della politica. Il Tesoro, secondo un documento anticipato dal sito del Corriere della sera e confermato da una fonte dell‘esecutivo, punta a un giro di vite in sette mosse. Il pacchetto prevede che, dalle prossime elezioni o dalle prossime nomine, tutti i compensi pubblici (compresi parlamentari e amministratori locali) non potranno superare quelli medi europei. Stretta sulle auto blu, che non potranno superare i 1.600 centimetri cubi di cilindrata.

Gli aerei di Stato saranno riservati al presidente della Repubblica, al Capo del governo e ai presidenti delle Camere.

Il pacchetto prevede anche tagli alle dotazioni di Camera e Senato e ai rimborsi elettorali dei partiti.

hanno collaborato Giselda Vagnoni da Bruxelles e Stefano Bernabei da Roma

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