22 giugno 2011 / 12:38 / 6 anni fa

PUNTO 3-Bce,Parigi sostiene Draghi ma chiederà posto Bini Smaghi

* Francia esclude ripensamenti ma pretende posto dopo nomina

* Italia aveva promesso a Francia posto Bini Smaghi in Bce

* Bini resiste a pressioni governo, vuole sapere dove andrà

* Nomina ufficiale Draghi attesa a vertice Ue domani

(aggiunge a paragrafo 12 fonte presidenza francese)

di Nicolas Vinocur e Roberto Landucci

PARIGI/ROMA, 22 giugno (Reuters) - Al summit Ue che si apre domani, la Francia continuerà ad appoggiare alla presidenza della Banca centrale europea il governatore della Banca d‘Italia, Mario Draghi, che diventerà cosi il terzo presidente dell‘Eurotower quando in ottobre scadrà il mandato del francese, Jean-Claude Trichet.

Parigi non rinuncia tuttavia a un posto nel comitato esecutivo all‘Eurotower e annuncia che lo pretenderà non appena Draghi sarà nominato.

La fiducia al presidente del Financial Stability Board è stata confermata stamattina dopo che il consigliere italiano nel comitato esecutivo della Bce, Lorenzo Bini Smaghi, non ha risposto alla richiesta del governo di Roma di dimettersi per fare spazio a un rappresentante francese.

“Non ci sono punti interrogativi sul sostegno della Francia. La Francia appoggia Draghi”, ha detto il portavoce del governo Francois Baroin in mattinata.

Nel pomeriggio però il segretario di Stato per il Commercio estero, Pierre Lellouche, ha detto: “A partire dal momento in cui Draghi sarà designato a capo della Bce la Francia potrà pretendere di avere un direttore in consiglio”.

Lellouche ha ricordato “la regola non scritta” secondo cui il consiglio esecutivo della Banca centrale europea dovrebbe comprendere un rappresentante di ciascuna delle prime quattro economie della zona euro.

Roma, in nome dello stesso principio, aveva promesso il posto di Bini Smaghi a Parigi in cambio dell‘appoggio francese al governatore di Bankitalia.

Da ottobre, con l‘ingresso di Draghi e l‘uscita di Trichet la Francia, infatti, non avrebbe più alcun rappresentante.

Il banchiere centrale fiorentino, il cui mandato scade solo nel maggio 2013, è rimasto però al suo posto nonostante tre richiami pubblici di Silvio Berlusconi a pochi giorni dall‘inizio del vertice.

La Bce ha chiarito che una volta nominati nel suo board i consiglieri non rispondono più ai governi nazionali.

La vicenda ha messo in imbarazzo Berlusconi che si era impegnato pubblicamente con il presidente francese Nicolas Sarkozy nel vertice di Roma dello scorso aprile.

Nel pomeriggio una fonte vicina all‘ufficio di presidenza francese ha detto che il “problema di Bini Smaghi non riguarda se vuole lasciare o no, la domanda che si sta ponendo è dove finirà”.

FRATTINI: LEGITTIMA RICHIESTA A BINI SMAGHI

L‘ex commissario Ue alla concorrenza Mario Monti ha detto che è stato un errore da dilettanti da parte del governo italiano non chiedere il parere di Bini Smaghi prima di impegnarsi con la Francia.

Ma il ministro degli Esteri Franco Frattini ha difeso oggi a margine dei lavori del Parlamento la condotta dell‘esecutivo.

“La sollecitazione che è stata fatta dal governo italiano non è illegittima. Mi auguro che si troverà una soluzione e che nel rispetto pieno dell‘autonomia della banca si tenga conto di questa che è una tradizione consolidata”, ha detto il ministro.

“E’ stata applicata in altri casi, ritengo che si debba applicare anche in questo”, ha proseguito riferendosi a quando, con la nomina di Trichet a capo della Bce, Christian Noyer uscì dal board.

“In quel caso accadde e questo dimostra che non è questione da intaccare l‘autonomia della banca”.

Concluso il suo mandato in Bce, Noyer è successivamente diventato governatore della Banca di Francia.

Bini Smaghi non ha fatto mistero di puntare alla guida di Bankitalia, ma il governo, cui spetta la decisione sul nuovo governatore insieme al capo dello Stato, non sembra ritenere il banchiere centrale fiorentino la persona più adatta per quell‘incarico.

Uscito per il momento dal quadro Bini Smaghi, per il posto di Draghi restano in corsa il suo vice in Bankitalia Fabrizio Saccomanni, 68 anni, e il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli, 53.

Quest‘ultimo è il candidato del ministro dell‘Economia Giulio Tremonti che è ai ferri corti con Berlusconi sulla politica economica dell‘Italia in questa fase di crisi.

Dopo il comunicato ufficiale di ieri sera di palazzo Chigi che smentiva contrasti tra il premier e il titolare dell‘Economia sulla successione in via Nazionale, oggi Berlusconi è tornato a negare contrasti con Tremonti.

“C’è un dibattito surreale sui giornali su dissidi nel governo fra chi vorrebbe fare le riforme aumentando il deficit e il solo mimistro dell‘Economia a volere la linea del rigore, è una rappresentazione grottesca”, ha detto Berlusconi nell‘intervento pronunciato alla Camera nell‘ambito della verifica parlamentare.

La procedura per l‘individuazione del nuovo governatore prevede che la decisione sia presa con delibera del Presidente della Repubblica su proposta del governo sentito il Consiglio superiore della Banca d‘Italia.

Quest‘ultimo si deve riunire in seduta straordinaria per esprimere il proprio parere. Per il momento è in agenda solo una riunione ordinaria del Consiglio per il 28 giugno.

hanno contribuito Francesca Piscioneri da Roma e Emmanuel Jarry da Parigi

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