PUNTO 2 - Dl sviluppo, fiducia alla Camera, critiche a Quirinale

lunedì 20 giugno 2011 16:37
 

(Aggiunge maxiemendamento e contesto)

ROMA, 20 giugno 1(Reuters) - Il governo pone alla Camera la questione di fiducia sul decreto sviluppo, già oggetto di un vivace confronto con le opposizioni durante l'esame nelle commissioni Finanze e Bilancio, e non risparmia critiche di ingerenza al Quirinale.

Intervenendo in aula il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, motiva la scelta del governo di porre la fiducia con "l'alto numero di emendamenti presentati" e la scadenza dei termini per la conversione in legge.

A fine seduta la presidente di turno Rosy Bindi illustra il calendario dei lavori e spiega che la fiducia sarà votata domani mattina alle 12,00. Alle 18,30 inizieranno le dichiarazioni di voto sul decreto nel suo complesso, che sarà licenziato da Montecitorio intorno alle 20,00. Poi il provvedimento andrà in Senato per una rapida conversione in legge senza nuove modifiche.

Poco prima che il governo formalizzasse la richiesta, in Transatlantico il presidente della commissione Finanze, Gianfranco Conte, ha rivolto parole critiche verso il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ha fatto pressioni per stralciare alcune misure che erano confluite nel decreto.

"Il Parlamento esiste o non esiste, non può essere lui a decidere cosa entra in un provvedimento", ha detto Conte spiegando di voler scrivere una "lettera di proteste" al Quirinale.

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