17 giugno 2011 / 10:55 / tra 6 anni

PUNTO 1 - UniCredit aperta ad aiuti settore privato a Grecia

(aggiunge dichiarazioni Ghizzoni)

VIENNA, 17 giugno (Reuters) - L‘AD di UniCredit (CRDI.MI) Federico Ghizzoni è aperto all‘idea di un contributo del settore privato alla crisi greca e ritiene importante che Atene abbia liquidità sufficiente per rispettare i suoi impegni.

Ghizzoni invita le autorità a decidere su un piano di salvataggio per la Grecia e afferma che banche e compagnie assicurative potrebbero fare la loro parte.

“Finora non abbiamo ricevuto richieste”, ha detto il banchiere, aggiungendo di non sapere cosa emergerà dalle discussioni.

“Se si parla di un riscadenziamento del debito su base volontaria credo che il settore privato - banche e assicurazioni - potrebbe considerare una proposta di questo tipo. Non sono in principio contrario a un coinvolgimento del settore privato”, ha dichiarato Ghizzoni ieri sera a Vienna in dichiarazioni embargate a oggi.

La cosa più importante è garantire che la Grecia abbia liquidità sufficiente per rispettare gli impegni mentre ha imposto un pacchetto di riforme che potrebbero contribuire a ridare accesso ai mercati dei capitali.

A chi gli chiedeva se nel lungo termine si potrebbe evitare un “haircut” del debito greco, l‘AD ha risposto: “Non escludo questa possibilità. Probabilmente un anno fa sarebbe stata accettata, oggi no”.

Se dopo un anno di discussioni inconcludenti le autorità decidessero per un “haircut” adesso questo porterebbe a “un massacro di Irlanda e Portogallo e forse altri paesi”, ha detto.

Per Ghizzoni non si dovrebbe permettere un default della Grecia, che “potrebbe avere un impatto molto negativo sull‘economia europea, a partire dai paesi più deboli come Portogallo e Irlanda”.

UniCredit ha soltanto circa 800 milioni di euro di esposizione alla Grecia su un totale dell‘attivo di 1.000 miliardi di euro, ha detto Ghizzoni, aggiungendo che la questione riguarda di più l‘impatto che un eventuale collasso della Grecia potrebbe avere sul resto d‘Europa.

Ghizzoni ha confermato che gli utili di Unicredit continueranno a migliorare quest‘anno e il core tier 1 salirà rispetto al 9,1% di fine marzo.

Anche se la banca è ben capitalizzata, l‘istituto è attento alle discussioni sul capitale addizionale che potrebbe essere richiesto alle banche ritenute di importanza sistemica, ha aggiunto, dicendo di aspettarsi di sapere di più sul tema alla fine di luglio.

Non è soltanto una questione di capitale, ma anche di come trattare gli strumenti ibridi e i buffer anticiclici. “E questa è anche la ragione per cui non vogliamo procedere a un aumento di capitale adesso. Il nostro livello di capitale è molto alto”, ha affermato.

Ghizzoni ha sottolineato che la banca sta facendo buoni progressi sul mercato italiano, dove i margini in passato sono stati insoddisfacenti ma dove nel primo trimestre ha registrato una ripresa di profittabilità rispetto agli ultimi tre mesi del 2010.

Le richieste di prestiti sono in recupero, con i volumi di impieghi di aprile in rialzo del 7% rispetto a volumi stabili in Austria.

L‘AD ha detto che UniCredit ha bisogno di “un paio d‘anni di lavoro intenso per raggiungere quello che vogliamo raggiungere” in Italia. “Ma il trend è positivo, e anche maggio va meglio di aprile”.

Tuttavia, i tassi dei non-performing loan sono in leggera crescita, a fronte di un calo in Austria e Germania. “Il problema è che il costo del rischio (in Italia) è ancora alto rispetto a qualche tempo fa. E’ soprattutto lì che dobbiamo lavorare”.

Michael Shield

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