Zona euro,agire in fretta per rafforzare sistema finanziario-Fmi

venerdì 17 giugno 2011 15:05
 

MILANO, 17 giugno (Reuters) - Il Fondo monetario internazionale, nell'aggiornamento di giugno del Global financial stability report, sottolinea come il momento per preparare il sistema economico e finanziario ad affrontare potenziali shock, con particolare riguardo alle tensioni sui paesi periferici della zona euro, potrebbero terminare inaspettatamente.

Il documento del Fmi individua i timori per la crisi del debito europea e per un potenziale contagio, sia verso il sistema bancario sia verso altri paesi fuori dalla zona euro, tra le cause che hanno fatto crescere negli ultimi mesi i rischi per il sistema globale.

Il Fondo ritiene che il tempo per trovare delle soluzioni potrebbe venir meno a causa in un'impennata dell'avversione al rischio e a causa degli sviluppi politici, con la popolazione contraria a misure d'austerità da una lato o programmi di salvataggio dall'altro.

"Quindi un sistema finanziario più robusto, soprattutto in Europa, è necessario per proteggersi dagli shock. E per questo è necessaria una risposta politica coordinata e internazionale. Nonostante ci siano stati progressi sul risanamento del sistema bancario, il processo è troppo lento", scrive il Fmi.

Gli analisti del Fondo individuano quindi tre ordini di problemi su cui vigilare e agire.

Il primo è il problema di finanziamento delle banche, con molti istituti dei paesi periferici della zona euro ancora fortemente dipendenti dalla Bce per le esigenze di liquidità.

Secondo, alcune banche non hanno sufficientemente depurato i propri bilanci dai rischi e resta molta incertezza sulla qualità degli asset.

Infine il processo di ricapitalizzazione deve accelerare, in modo da fornire un salvagente contro perdite e shock di liquidità.

A questo proposito l'Fmi sottolinea che gli stress test possono essere una buona opportunità per fare chiarezza.

Più in generale, a livello globale, il Fmi individua altri due elementi che hanno aumentato i rischi del sistema finanziario rispetto all'ultimo report di aprile: i recenti dati macro, che alimentano i dubbi sulla forza della crescita economica, e i bassi tassi di interesse, che potrebbero spingere gli investitori verso gli asset più rischiosi "a caccia di rendimenti".

(Elisa Anzolin)