14 giugno 2011 / 17:11 / 6 anni fa

Grecia, no ristrutturazione, possibile iniziativa Vienna- Draghi

* Dichiarazione Draghi sembra aprire a rollover debito

* Precisa che Bce esclude ogni opzione non volontaria

* Ribadisce che politica monetaria Bce è molto accomodante

BRUXELLES, 14 giugno (Reuters) - Il coinvolgimento di soggetti privati in un secondo salvataggio della Grecia deve essere volontario e un accordo simile a quello del 2009 chiamato 'iniziativa di Vienna' potrebbe esserlo, secondo il governatore della Banca d'Italia e membro del Consiglio direttivo Bce Mario Draghi.

Sotto il nome di 'Vienna Initiative' per l'Europa centrale e orientale, le banche internazionali concordarono nel 2009 di aumentare il credito verso la regione e i principali istituti di credito commerciali si impegnarono a mantenere la loro esposizione e fare 'rollover' delle linee di credito.

"Fondamentalmente si discute di due iniziative. Una è l'iniziativa di Vienna, che mi sembra del tutto volontaria", ha detto Draghi in un'audizione al Parlamento europeo in qualità di candidato unico alla presidenza della Bce.

"Un'altra è uno scambio di titoli di debito che non ho capito se sia volontario o potrebbe finire per essere involontario", ha aggiunto.

"La Bce non è in favore di ristrutturazioni o 'haircut', dovremmo escludere qualunque procedura che non sia puramente volontaria o contenga elementi di obbligatorietà".

Mentre la Germania preme per uno swap di bond per dare alla Grecia più tempo per ripagare il debito, altri all'interno dell'Unione europea suggeriscono di chiedere alle banche di rinnovare i bond greci in portafoglio al momento della scadenza.

Funzionari della Bce hanno più volte escluso schemi che non siano strettamente volontari, nel timore che possano essere giudicati come un default dalle agenzie di rating e causare un effetto di contagio verso altre nazioni della zona euro con alti debiti pubblici.

In uno scambio di battute a volte anche vivace con gli europarlamentari, Draghi ha sostenuto che le operazioni swap di Goldman Sachs (GS.N) condotte per il governo greco furono intraprese prima che lui entrasse nella banca di investimento, dove ha lavorato tra il 2002 e il 2006.

Draghi ha detto di non aver nulla a che fare con tali operazioni.

Quanto alla politica monetaria della Bce, il governatore ha detto: "Né la crisi del debito sovrano, né i persistenti problemi di offerta bancaria potrebbero mai far deviare la Bce dal suo obiettivo di stabilità dei prezzi".

Draghi ha descritto la politica monetaria "ancora molto accomodante". La settimana scorsa la Bce ha tenuto fermo all'1,25% il principale tasso di rifinanziamento e ha indicato un possibile rialzo per luglio.

"Le misure straordinarie devono essere gradualmente ritirate in modo che non siano più necessarie per sostenere il funzionamento della trasmissione della politica monetaria all'economia", ha aggiunto.

La Bce è molto attenta a non togliere troppo bruscamente il sostegno dato finora all'economia e al sistema bancario per non bloccare la ripresa economica e mettere a repentaglio la capacità delle banche di far fronte a una quantità limitata di liquidità.

La settimana scorsa, la Bce ha detto che per i prossimi tre mesi continuerà a fornire finanziamenti illimitati alle operazioni di liquidità a una settimana fino ad almeno l'11 ottobre, mentre per i finanziamenti a uno e tre mesi continuerà la tipologia 'a rubinetto' nel terzo trimestre.

"Dobbiamo assicurarci che il supporto di liquidità all'economia sia mantenuto per un periodo appropriato, ma anche che non si crei dipendenza dalla nostra liquidità".

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