Usa, repubblicani valutano possibilità 'breve' default

mercoledì 8 giugno 2011 11:32
 

WASHINGTON/SINGAPORE, 8 giugno (Reuters) - L'ipotesi che un 'breve' default Usa sia un prezzo accettabile se coincide con un miglior controllo della spesa da parte della Casa Bianca, un tempo presa in considerazione soltanto da un'esigua minoranza, sta prendendo piede in seno alla corrente di maggioranza del partito repubblicano.

Un crescente numero di esponenti repubblicani non pare disposto a credere alle previsioni dell'amministrazione Obama, che parlano di "catastrofe" economica in caso non venga innalzato per legge il tetto sul debito pubblico. Un periodo di default tecnico, si sostiene, può essere gestito senza precipitare i mercati nel caos.

Esponenti dell'establishment repubblicano tra cui Tim Pawlenty, ex governatore del Minnesota candidatosi il mese scorso alla presidenza, sono faverevoli a un default di breve durata in caso comporti immediati e più radicali tagli alla spesa pubblica.

Jeff Sessions e Paul Ryan, i due massimi esponenti del partito alla commissioni bilancio di Camera e Senato, sono anch'essi del parere che un mancato innalzamento del limite sul debito non innescherebbe immediatamente una catastrofe economica.

L'ipotesi di permettere un breve default tecnico sembra però spaventare la maggioranza degli investitori esteri, tra cui la Cina in qualità di primo creditore Usa.

Non sono favorevoli all'idea nemmeno molti degli osservatori di Wall Street, secondo cui anche il più breve dei default causerebbe una brusca impennata dei rendimenti a livello mondiale e un forte deprezzamento del dollaro, che potrebbe far tornare gli Stati Uniti alla recessione e dare origine a sconvolgimenti dei mercati del calibro del collasso di Lehman Bros.