June 1, 2011 / 1:57 PM / 6 years ago

PUNTO 1-Grecia, accordo con Fmi/Ue vicino, no ritorno dracma

6 IN. DI LETTURA

* Meeting Vienna e Eurogruppo decisivi per aiuti Fmi/Ue

* Esito esame ispettori Ue/Fmi atteso domani o venerdì

* Si discute anche piano aiuti aggiuntivo fino al 2014

di Ingrid Melander e George Georgiopoulos

ATENE, 1 giugno (Reuters) - La Grecia dovrebbero completare entro la fine di questa settimana i colloqui con gli ispettori di Unione europea e Fondo monetario relativi al piano di consolidamento del bilancio nel medio termine e alla prossima tranche di aiuti internazionali, il cui pagamento è cruciale per il paese. Lo dicono fonti vicine alle trattative.

Mentre Atene sta lottando per evitare il default sovrano, il governatore della banca centrale greca ha bollato come "improbabili e ridicole" le ipotesi che prevedono un'uscita del Paese dall'euro per tornare alla dracma.

Gli ispettori della cosiddetta 'troika' - che comprende i funzionari di Ue, Fmi e Bce - sono al lavoro nella capitale greca per decidere se esistano le condizioni per il versamento della quinta tranche di aiuti, 12 miliardi di euro, alla fine di questo mese, che permetterebbe al Paese di rimanere a galla.

In parte a causa delle richieste dell'Fmi, si sta discutendo anche di nuovi aiuti, che dovrebbero sostenere la Grecia fino al 2014.

Interpellata in merito ai tempi di chiusura della verifica dei conti, una fonte ha detto che questa potrebbe concludersi "domani, se siamo fortunati, ma potrebbe anche slittare a venerdì". Un portavoce del ministro delle Finanze tedesco ha dichiarato che la Germania si aspetta la relazione della 'troika' al più presto per venerdì sera e ha aggiunto che Berlino si aspetta che Ue e Fmi restino coinvolte in qualsiasi tipo di programma per la Grecia.

Fonti hanno riferito che il versamento della quinta tranche di aiuti all'interno dell'attuale programma di salvataggio da 110 miliardi di euro sarà vincolata all'esito dell'incontro tra alti funzionari dei Tesori Ue, in corso a Vienna, e di una riunione dei ministri finanziari dell'Eurogruppo, che potrebbe essere anticipato rispetto alla data prevista del 20 giugno.

I funzionari dei Tesori Ue sono impegnati in un meeting nella capitale austriaca per definire le opzioni per un secondo pacchetto di salvataggio che dovrebbe coinvolgere in qualche misura anche il settore privato.

Una fonte greca a conoscenza dell'andamento dei colloqui ad Atene, si è detta ottimista sulla possibilità che la Grecia ricevera la tranche di aiuti necessaria a coprire il deficit di bilancio e a effettuare i pagamenti necessari.

"Ci sarà un modo per arrivare all'approvazione del versamento della quinta tranche " ha detto la fonte a Reuters. "La nuova valutazione includerà una serie di misure per accelerare le privatizzazioni, tagliare la spesa e aumentare le entrate".

Un nuovo pacchetto di aiuti per la Grecia, il cui valore, secondo alcuni funzionari Ue, potrebbe collocarsi sui 65 miliardi di euro, potrebbe essere composto da un insieme di prestiti concessi da Ue e Fmi e assistiti da collaterale e da misure per aumentare le entrate dello Stato.

Il programma prevederebbe una supervisione esterna senza precedenti sul programma di privatizzazioni, che è rimasto al palo da quando è stato approvato il primo piano di salvataggio, un anno fa.

Il vice primo ministro greco Theodoros Pangalos presiederà una riunione ministeriale oggi sulle misure necessarie a ridurre il peso del settore pubblico.

Ritorno Alla Dracma Scenario "Improbabile E Ridicolo"

La difficile situazione della Grecia ha spinto alcuni commentatori a ipotizzare un'uscita dalla zona euro, preferibile al rischio di una diffusione dei problemi del Paese in altri paesi membri dell'Unione.

Il governatore centrale greco George Provopoulos ha escluso con forza questo scenario, nel corso di un incontro in cui ha reso noto una ricerca che ha analizzato l'impatto del cambiamento climatico sull'economia greca nei prossimi 90 anni.

Questa ricerca "è una risposta chiara ai vari scenari "improbabili e ridicoli che si sono sentiti in giro di recente. Ricordo che tutti i calcoli sull'analisi dei costi e benefici contenuti nella ricerca sono in euro".

L'entrata della Grecia nella zona euro, che risale al 2001, e l'adozione della valuta unica, impedisce al Paese una svalutazione della propria valuta, al fine di aumentare la competitività dell'economia. Ad ogni modo, la messa a punto di un programma di svalutazione tramite la reintorduzione della dracma, comporterebbe un aumento del peso del debito greco, che resterebbe espresso in euro.

Oggi i dati sul settore manifatturiero, il cui indice Pmi a maggio ha subito un'accelerazione della contrazione, al ritmo più consistente da tre mesi a questa parte, hanno messo in evidenza come l'economia greca sia messa a dura prova dalla crisi debitoria e dalle severe misure di contenimento della spesa imposte dal piano di salvataggio internazionale.

Per la fine di quest'anno, le attese indicano una decremento del Pil pari al 3%, mentre il 2010 si è concluso con una contrazione del Pil del 4,5%.

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