31 maggio 2011 / 14:03 / 6 anni fa

PUNTO 1-Bce, target prezzi stabili anche con crisi debito-Draghi

* Politica monetaria Bce resta accomodante

* Nel mondo rischio inflazione in aumento

* Grecia, non c’è scorciatoia a attuazione piani correttivi

(aggiunge altre dichiarazioni Draghi)

di Giselda Vagnoni

ROMA, 31 maggio (Reuters) - La lotta all‘inflazione resterà l‘obiettivo primario della Banca centrale europea guidata da Mario Draghi anche in presenza di rischi sui debiti sovrani e di banche in cattiva salute.

Lo ha detto lo stesso governatore della Banca d‘Italia e futuro presidente della Bce nelle sue ultime Considerazioni finali.

“La Bce ha il compito di assicurare la stabilità dei prezzi nel medio periodo; la stabilità monetaria è il suo fondamentale contributo alla crescita. Le future decisioni di politica monetaria saranno sempre guidate da questo obiettivo primario”, dice Draghi che da novembre prenderà il posto del francese Jean-Claude Trichet a Francoforte.

“Nè la presenza di rischi sovrani, nè la dipendenza patologica di alcune banche dal finanziamento della Bce possono far deflettere da questo obiettivo”.

Il governatore, in carica alla Banca d‘Italia dal 2006 e prima managing director in Goldman Sachs e direttore generale del Tesoro italiano negli anni Novanta, osserva che, nel mondo, “il rischio di inflazione è in aumento” e che le politiche monetarie devono ora iniziare “un percorso di rientro, per impedire che si formino attese inflazionistiche”.

Anche dopo la riduzione dei tassi Bce di 25 punti base lo scorso aprile, in Europa, “le condizioni monetarie rimangono accomodanti”.

GRECIA SI TRAGGA FUORI DA GUAI DA SOLA COME FECE ITALIA

Con un apparente sguardo alla critica situazione della Grecia, per la quale si intensificano le attese di ulteriori interventi di aiuto, Draghi si allinea alla posizione della Bce nettamente contraria a qualunque forma di ristrutturazione del debito.

“Non esistono scorciatoie. La risposta alla crisi del debito sta innanzitutto nelle politiche nazionali, nella piena attuazione dei piani concordati”, scandisce.

“Alla solidarietà tra i paesi membri dell‘Unione devono corrispondere senso di responsabilità e rispetto delle regole. Il sostegno finanziario da parte dei governi dell‘area dell‘euro serve ai paesi per procedere alle correzioni al riparo dalla volatilità dei mercati. Non è un trasferimento fiscale tra paesi ed è soggetto a condizioni stringenti”.

Draghi richiama, poi, la sua personale esperienza al Tesoro in uno dei momenti di maggiore turbolenza per il paese e ricorda che “l‘Italia seppe uscire dalla crisi senza bisogno di aiuti esterni, grazie a un ambizioso piano di consolidamento fiscale, a riforme strutturali importanti e all‘attuazione di un programma di privatizzazioni per il circa il 10% del Pil”.

E aggiunge: “In quel periodo dovevamo collocare sul mercato ogni anno titoli per un ammontare pari, in termini reali, a dieci volte il fabbisogno di finanziamento annuo della Grecia oggi, a due volte come incidenza sul Pil”.

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