May 27, 2011 / 11:41 AM / 6 years ago

Manovra, più tagli a Regioni che non spendono fondi Ue - fonti

5 IN. DI LETTURA

* Tesoro si riserva di ritirare co-finanziamento programmi

* Nuovi tagli in contropartita a Federalismo regionale

* Regioni in rosso potrebbero destinare parte Fas a sanità

ROMA, 27 maggio (Reuters) - Le Regioni che non riusciranno a spendere i fondi europei si vedranno imporre nuovi tagli ai trasferimenti dallo Stato centrale.

È questa, secondo quanto riferiscono due fonti a conoscenza del dossier, una delle misure con le quali il governo vuole impostare la manovra correttiva su 2013 e 2014, che sarà definita per decreto legge a metà giugno.

"Il governo dirà alle Regioni che se non riescono a spendere le risorse europee non avranno finanziamenti dal Tesoro", spiega una fonte governativa.

La notizia trova conferma da parte di una fonte delle Regioni: "Tecnicamente, nel caso le risorse non vengano utilizzate lo Stato, si riserverà la facoltà di ritirare la sua quota di cofinanziamento per destinarla ad altri scopi".

"In realtà, se cade la parte di cofinanziamento statale cade tutto il programma, dal momento che lo Stato centrale contribuisce per oltre la metà al finanziamento. In sede di Conferenza delle Regioni si è posto quindi l'accento sulla necessità di utilizzare i fondi europei per evitare che al disimpegno automatico dei fondi europei si accompagni anche quello statale", continua la fonte delle regioni.

La norma dovrebbe diventare pienamente operativa nel 2013, ma il governo potrebbe introdurla già da quest'anno o dal 2012.

La fonte delle Regioni sottolinea che il giro di vite è già partito e il governo vuole imporre ai governatori scadenze precise per l'impiego delle risorse.

Un primo passo in questa direzione lo si trova nella delibera Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) pubblicata il 7 aprile in Gazzetta ufficiale, che obbliga i governatori a definire "gli obiettivi di ogni Programma operativo al 30 maggio 2011 e al 31 dicembre 2011".

Irpef Locale Libera in Cambio Dei Nuovi Tagli

Più volte il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha lamentato l'incapacità delle amministrazioni locali di utilizzare le risorse europee. In un'occasione Tremonti arrivò ad accusare i governatori di "cialtroneria". E nelle ultime settimane il governo ha avvertito che solo per il 2011 sono a rischio circa 6 miliardi di euro.

Le inefficienze quindi esistono, ma difficilmente le Regioni saranno disponibili ad accettare nuovi tagli ai trasferimenti. È ancora fresco il ricordo della manovra 2011-2013 varata lo scorso anno, alla quale le Regioni partecipano con una quota pari al 40% circa del totale in termini di minori trasferimenti.

Per far digerire la manovra ai governatori, il governo si gioca la carta del Federalismo, anche perché ci saranno nuovi tagli ai trasferimenti a prescindere dall'efficienza nell'utilizzo dei fondi europei.

"Dal 2013 gli enti locali avranno più autonomia di prelievo e gestione dei conti. Questo assicurerà lo spazio per una riduzione dei trasferimenti", spiega la fonte governativa.

Fedele al principio "no taxation without representation" caro a Tremonti, il decreto sul federalismo regionale aumenta il potere impositivo dei governatori, che potranno presto manovrare liberamente le addizionali sull'Irpef.

L'addizione regionale partirà da un'aliquota base dello 0,9% ma potrà salire di 0,5 punti percentuali nel 2013 (escluso il primo scaglione di reddito), di 1,1 punti dal 2014 e di 2,1 punti dal 2015. Di conseguenza, a causa dei nuovi tagli, l'addizionale regionale potrà aumentare in molte Regioni all'1,4% nel 2013, al 2% nel 2014 e al 3% dal 2015.

Il Tesoro sta ancora trattando con le Regioni e potrebbe offrire in contropartita l'utilizzo di parte dei fondi Fas per finanziare i servizi sanitari nelle Regioni con i bilanci in dissesto.

"Bisogna vedere la fattibilità tecnica perché i fondi europei sono vincolati a precisi scopi. Ci sarebbero però precise condizioni, come la definizione di un credibile piano di rientro dal deficit", spiega la fonte regionale.

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