26 maggio 2011 / 09:37 / 6 anni fa

G8, leader si riuniscono in Francia,occhio a Fmi,primavera araba

* Successione a vertice Fmi potrebbe distrarre leader

* G8 parlerà di soluzione per Libia, aiuti Tunisia, Egitto

DEAUVILLE, Francia, 26 maggio (Reuters) - I leader del G8 sono a raccolta oggi e domani nella cittadina francese di Deauville per trovare un accordo sugli aiuti alle nascenti democrazie nei paesi arabi, ma la scena potrebbe essere rubata dalle trattative sullo stato dell'economia e sulla successione alla guida del Fondo monetario internazionale.

L'Italia è rappresentata dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, da poco atterrato a Deauville, che per il momento non vanta nella sua agenda nessun bilaterale.

Attenzione anche sullo Yemen, dopo gli ultimi atti di violenza perpetrati nella notte dal regime contro i movimenti di rinascita democratica, cosa che ha portato gli Usa, sponsor chiave del presidente Ali Abdullah Saleh, a chiedere al proprio corpo diplomatico di lasciare il paese.

Ieri si sono tenuti fra gli sherpa dei Paesi G8 - Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Giappone e Russia - colloqui preparatori per trovare una posizione comune sull'economia mondiale, la guerra in Libia, i progetti nucleari iraniani e i disordini in Siria.

Il summit dovrebbe dare il via libera a un piano di aiuti da diversi miliardi di dollari per Tunisia ed Egitto a sostegno della cosiddetta 'primavera araba' che ha scardinato i vecchi regimi autoritari in nord Africa, e trovare un accordo a sostegno degli altri paesi dell'area che aspirano alla democrazia.

Le proteste contro altri paesi alleati dell'Occidente, in particolare le potenze petrolifere del Golfo, non ricevono però un chiaro sostegno. "Condividiamo il forte interesse a osservare che i processi di transizione in Egitto e Tunisia abbiano successo e diventino un modello per l'area", si legge in una lettera inviata ieri al G8 dal segretario di Stato Usa Hillary Clinton e dal ministro del Tesoro Timothy Geithner. "In caso contrario rischiamo di perdere una opportunità".

TENSIONI SU FMI

Forte attenzione al tema della successione a Dominique Strauss-Kahn alla guida del Fmi, dopo le dimissioni del francese per le accuse di abuso sessuale su una cameriera a New York.

Il ministro delle Finanze francese Christine Lagarde ha annunciato ieri la propria candidatura in via ufficiale e gode del sostegno unanime dei 27 paesi dell'Unione europea e degli Stati Uniti.

A mettere a rischio la candidatura europea c'è la Cina, secondo la quale qualsiasi decisione in merito alla nuova guida del Fondo "dovrebbe essere presa attraverso una consultazione democratica".

In una dichiarazione ufficiale il governo di Pechino ha affermato oggi che le posizioni di maggiore responsabilità all'interno dell'organizzazione internazionale "dovrebbero migliorare il livello di rappresentanza dei Paesi emergenti e riflettere i cambiamenti in atto nell'assetto economico mondiale".

Nel comunicato non viene dichiarato l'appoggio cinese a Lagarde, che il governo francese aveva dato per certo, ma nemmeno una bocciatura del ministro delle Finanze francese.

Allo stesso modo, Pechino non si esprime in merito all'altro candidato in campo, il messicano Agustin Carstens.

"Penso che a margine del summit se ne parlerà anche se Lagarde è probabilmente il miglior candidato", ha detto l'ambasciatoreo russo in Francia a Reuters aggiungendo di non credere che il suo Paese si metterà di trasverso.

"La questione è però se l'Europa occidentale debba dare per scontato di avere diritto a guidare il Fondo e perché non si possa invece considerare una candidatura di un altro paese, come uno dei Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa)", ha però precisato.

Il Fmi, a guida europea dal 1945, ha promesso un processo democratico per la scelta del successore del politico socialista che dovrà essere scelto entro il 30 giugno.

Il presidente russo Dmitry Medvedev e il ministro delle Finanze sudafricano Pravin Gordhan - uno dei dieci paesi africani invitati al summit in Normandia - sono orientati a difendere le istanze dei Brics.

La Russia esprimerà anche le sue preoccupazioni sulla Libia dove oltre due mesi di raid Nato non sono ancora serviti a deporre Muammar Gheddafi. Mosca è contraria all'intervento militare e sta mediando per arrivare a un cessate il fuoco.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below