Conti pubblici, rigore bilancio è presente e futuro - Tremonti

martedì 24 maggio 2011 13:59
 

ROMA, 24 maggio (Reuters) - Il rigore di bilancio con il quale l'Italia ha affrontato in questi tre anni la crisi finanziaria globale non può essere allentato, ma è ancora nel nostro presente e nel nostro futuro.

Può darsi infatti che la crescita attuale dell'Italia non sia sufficiente, ma senza la tenuta del bilancio non ci sarebbe stata neppure quel poco di crescita che oggi abbiamo.

Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti nel corso del suo intervento conclusivo alla presentazione del Rapporto 2011 sul coordinamento della finanza pubblica che la Corte dei conti ha illustrato questa mattina nella Sala Zuccari del Senato.

"C'è chi dice che bisogna allargare i cordoni della borsa, reperire risorse: si sente in queste parole una deficit di valutazione di quello che è successo e che non può continuare ad essere", ha detto Tremonti rispondendo indirettamente alle tante sollecitazioni che gli vengono fatte da parte dell'opposizione ma anche della sua stessa maggioranza e da esponenti del governo per reperire investimenti in favore della crescita.

Secondo il ministro del Tesoro bisogna infatti tenere presente che "i fattori di crisi di questi tre anni ancora dominano il nostro presente e il nostro futuro".

Critico Tremonti anche con il rapporto di ieri dell'Istat che ha messo in luce il basso livello di crescita dell'Italia rispetto agli altri Paesi dell'Ue: "Forse la crescita [attuale dell'Italia] non è sufficiente, ma senza la tenuta di bilancio non ci sarebbe stata nemmeno quella".

Tremonti ha concluso il suo intervento dicendo che bisogna avviare una stagione di riforme per la quale "si deve organizzare un'azione comune fra tutti". E alla domanda su "quale strategia per le riforme" si è risposto con una citazione di Camillo Benso conte di Cavour: "Camminare sulla via del progresso evitando gli eccessi degli agitati e le secche dei retrogradi".

Nel corso del suo intervento di oltre mezz'ora il ministro non ha mai citato né in maniera diretta, né indiretta il rapporto di venerdì scorso di Standard & Poor's che ha posto l'Italia in outlook negativo, né ha poi risposto a domande a margine della presentazione del Rapporto della Corte dei conti.

(Paolo Biondi)