Conti pubblici, serve manovra da 46 mld come in 1992-Corte Conti

martedì 24 maggio 2011 11:30
 

ROMA, 24 maggio (Reuters) - Con gli attuali bassi livelli di crescita, per rispettare i nuovi vincoli di bilancio europei l'Italia deve procedere ad una manovra di aggiustamento dei conti pubblici paragonabile a quella da 46 miliardi di euro realizzata nel 1992. Non è quindi praticabile alcuna riduzione della pressione fiscale.

Lo ha detto Luigi Mazzillo, presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei conti, introducendo nella sala Zuccari del Senato il Rapporto 2011 sul coordinamento della finanza pubblica.

"La fine della recessione economica non comporta il ritorno ad una gestione ordinaria del bilancio pubblico, richiedendoci piuttosto sforzi anche maggiori di quelli finora accettati", ha detto Mazzillo riferendosi al nuovo criterio di riduzione annua del debito pubblico in eccesso che scatterà nel 2015.

Il ministero dell'Economia ha delineato nel Documento di economia e finanza (Def) il percorso di risanamento per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014. Alle manovre già varate nel 2008 e nel 2010, il Def aggiunge una nuova correzione da 2,3 punti di Pil tra 2013 e 2014.

Secondo Bankitalia il programma del Def è in linea con il nuovo criterio europeo del debito.

Il magistrato contabile ha aggiunto che "le simulazioni presentate nel Rapporto segnalano come, con l'ipotizzata continuazione di tassi di crescita molto modesti, il rispetto dei nuovi vincoli europei richieda un aggiustamento di dimensioni paragonabili a quello realizzato nella prima parte degli anni novanta, per l'ingresso nella moneta unica".

Secondo Mazzillo, "a differenza di allora però, gli elevati valori di saldo primario andrebbero conservati nel lungo periodo, rendendo permanente l'aggiustamento sui livelli della spesa, oltre che impraticabile qualsiasi riduzione della pressione fiscale, con la conseguente obbligata rinuncia ad esercitare per questa via un'azione di stimolo sull'economia".

La Corte dei conti valuta che per l'Italia la correzione del debito in base ai nuovi vincoli europei sarà pari "a circa 46 miliardi" all'anno come la manovra da 93.000 miliardi di vecchie lire varata nel 1992 da Giuliano Amato per arginare il deficit pubblico.

(Paolo Biondi)