23 maggio 2011 / 10:59 / tra 6 anni

SINTESI2-Italia, no allarme Fitch, Moody's su taglio outlook S&P

(Aggiunge in quinto, sesto e ultimo paragrafo ulteriori commenti analista Fitch)

di Giulio Piovaccari

MILANO, 23 maggio (Reuters) - Toni più rassicuranti da parte delle altre agenzie di rating dopo che venerdì sera Standard & Poor’s ha deciso di tagliare l‘outlook sul rating italiano a “negativo” da “stabile”.

Sia Fitch sia Moody’s sembrano riconoscere al governo italiano un‘immutata capacità di tenere sotto controllo la dinamica dei conti pubblici nazionali.

“Non vediamo al momento alcuna modifica dell‘outlook o del rating sovrano dell‘Italia” ha detto a Reuters l‘analista di Fitch David Riley, confermando che “non c’è evidenza che la situazione dei conti pubblici italiani si stia deteriorando” e che il governo “è sul sentiero per centrare i target 2011”.

Il rating di Fitch sull‘Italia è attualmente ad AA-, con outlook stabile; quello di S&P ad A+, ora con outlook negativo.

Riley spiega che una potenziale causa di revisione del rating o dell‘outlook per l‘Italia potrebbe aversi in caso di deviazione dal piano di consolidamento fiscale varato dal governo, cosa che non sta avvenendo in quanto si è riusciti a ridurre il rapporto deficit/pil del 2010 al 4,6% rispetto a proiezioni di un 5%, a fronte di “un‘economia che si è ampiamente mossa in linea con le attese”.

“Nonostante un qualche ‘rumore’ politico c’è scarsa evidenza che ciò stia avendo un impatto sulla capacità del governo di attuare il proprio piano”, afferma Riley.

L‘altra grande agenzia internazionale, Moody‘s, si limita a notare che le prospettive sul merito di credito italiano sono stabili.

“Il rating di Moody’s sull‘Italia è Aa2 con outlook stabile” ricorda il portavoce dell‘agenzia Francesco Meucci, senza ulteriori commenti.

In un incontro con la stampa di un mese fa, l‘analista per l‘Italia di Moody‘s, Alexander Kockerbeck, aveva spiegato che a parere dell‘agenzia l‘Italia è in grado di stabilizzare o persino invertire il processo di accumulo del debito, anche in presenza di una crescita economica modesta.

Standard & Poor’s ha cambiato l‘outlook sul rating della Repubblica Italiana da stabile a negativo a causa del rischio che l‘elevato indebitamento pubblico possa persistere nel tempo. L‘agenzia ha spiegato in una nota che ritiene deboli le attuali prospettive di crescita dell‘Italia e incerto l‘impegno politico nelle riforme tese a migliorare la produttività.

Un outlook negativo implica una probabilità del 33% che i rating vengano abbassati entro i prossimi 24 mesi, ha aggiunto S&P.

Stamane il mercato ha risposto alla notizia del poggioramento dell‘outlook italiano da parte di S&P con un allargamento dello spread Italia/Germania sul decennale, calcolato in base ai dati della piattaforma Tradeweb, fino a 187 punti base, ovvero ai missimi dall‘11 gennaio di quest‘anno.

Una reazione soprattutto “emotiva” scrive Unicredit in una nota, spiegnado che la decisione di S&P “arriva in una congiuntura di elevata tensione, dopo parecchie settimane di discussione su una potenziale ristrutturazione della Grecia”.

A livello generale - come ricorda David Riley - Fitch rivede l‘outlook quando ritiene che ci sia oltre il 50% delle possibilità che il rating di un‘emittente venga ridotto entro uno o due anni. Per S&P la probabilità del taglio di rating deve essere almeno di una su tre.

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