Italia, risolvere problemi strutturali senza banalizzare - Fini

lunedì 23 maggio 2011 13:15
 

ROMA, 23 maggio (Reuters) - L'Italia deve saper governare le sue complessità e risolvere i suoi problemi strutturali senza banalizzazioni e semplificazioni.

All'indomani della decisione di Standard & Poor's di mettere l'Italia in outlook negativo, il presidente della Camera Gianfranco Fini, intervenendo a Montecitorio alla presentazione della relazione annuale dell'Istat, invita a non abbassare la guardia sulla necessità di riforme e sulla tenuta dei conti pubblici.

"Il Rapporto dell'Istat, Noi Italia, ci offre oggi un quadro oggettivo ed articolato, che ci fa capire come, per governare un sistema complesso qual è l'Italia e per affrontare e risolvere i suoi problemi strutturali, non siano di aiuto né banalizzazioni né semplificazioni eccessive", ha detto Fini nel corso del suo intervento.

Il presidente della Camera ha aggiunto che "si deve infatti evitare di innescare nell'opinione pubblica reazioni emotive e di alimentare aspettative inevitabilmente destinate ad essere frustrate; al contrario, è sempre più urgente elaborare, sulla base di conoscenze neutre e puntuali, strategie ed interventi di riforma modellati in modo tale da rispondere pienamente, e nel tempo, agli interessi generali della collettività".

Fini ha messo in luce, in particolare, i dati del rapporto che riguardano la condizione giovanile: "I giovani italiani versano da troppi anni in una condizione di crescente difficoltà nella realizzazione personale e nella capacità di rendersi autonomi economicamente e socialmente, ciò determina una sorta di stallo esistenziale in cui loro stessi prolungano l'età adolescenziale ben oltre i limiti accettabili".

"Assai preoccupanti, specie se li confrontiamo con quelli degli altri paesi europei, sono i dati relativi alla quota di giovani (pari al 19,2%) che, con riferimento all'anno 2009, hanno interrotto prematuramente gli studi. Questo dato evidenzia, inoltre, un aumento fortemente differenziato tra le diverse aree del Paese, essendo soprattutto elevato il tasso di abbandono nelle regioni del Mezzogiorno (il 23% dei giovani meridionali non proseguono gli studi contro il 16,5% dei coetanei del Centro-Nord)", ha aggiunto. Il leader del Fli è intervenuto anche, nel corso del suo discorso nella Sala della Lupa, sulla riforma degli istituti di statistica dicendo che "non è casuale che le istituzioni europee negli ultimi anni abbiano costantemente insistito sulla necessità di rafforzare i requisiti dell'affidabilità, dell'indipendenza e dell'autorevolezza degli istituti di statistica, a tal punto che presto sarà adottata, a livello comunitario, un'apposita disciplina legislativa nell'ambito di un nuovo sistema di governance economica".