Derivati, Tesoro frena su emanazione regolamento per enti locali

giovedì 19 maggio 2011 17:46
 

ROMA, 19 maggio (Reuters) - Il ministero dell'Economia esclude il varo in tempi brevi dell'atteso regolamento sull'operatività in derivati di Regioni, province e comuni.

Una nota diffusa oggi spiega che "non c'è ancora, come invece riportato da molti giornali, una bozza ufficiale già ultimata del regolamento sulle operazioni derivate degli enti territoriali".

La nota aggiunge che "la prima ed unica bozza ufficiale fu messa in consultazione pubblica sul sito del Dipartimento del Tesoro a settembre 2009".

Le banche attendono con interesse il varo del regolamento perché farebbe ripartire, dopo tre anni di blocco, il ricorso ai derivati da parte degli enti territoriali.

Dopo diversi casi di abuso, il Tesoro ha infatti vietato agli enti locali di stipulare nuovi contratti derivati (tipicamente swap su tassi di interesse e valute, forward rate agreement). L'unica facoltà che resta ad essi consiste nel rinegoziare le posizioni esistenti.

Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Banca d'Italia, a fine giugno 2010 i derivati in portafoglio agli enti locali avevano un valore di mercato (costo di chiusura nell'ipotesi di cessazione per tutti i contratti alla data di rilevazione) superiore a un miliardo di euro. Il debito sottostante (valore nozionale) era pari a 20,461 miliardi.

Il Tesoro nella nota spiega che dopo la consultazione pubblica avviata quasi due anni fa restano ancora diversi passaggi da fare prima che il regolamento possa definitivamente entrare in vigore.

"L'iter procedurale per l'emanazione del regolamento prevede l'acquisizione formale del parere di Banca d'Italia e Consob, l'intesa della Conferenza Stato-Regioni e il successivo parere di legittimità del Consiglio di Stato. Data la rilevanza del tema, ancorché non obbligatorio, si effettuerà un passaggio di consultazione con la Conferenza unificata, per un ulteriore confronto con comuni e province", dice il Tesoro.