12 maggio 2011 / 13:32 / 6 anni fa

PUNTO 1-Grecia, rischio sbilancio conti,servono più tagli-UE/FMI

(Aggiunge nuovi dettagli, dichiarazioni)

* Ispettori UE/FMI vedono sforzi Grecia insufficienti

* Sarà valutata anche sostenibilità debito

* Prevedibile spinta ad accelerare privatizzazioni

di Dina Kyriakidou

ATENE, 12 maggio (Reuters) - Gli ispettori di Europa e FMI che stanno mettendo sotto esame i progressi delle riforme di bilancio ed economia in Grecia stanno rilevando carenze negli sforzi per uscire dalla profonda crisi debitoria del paese.

Lo dicono funzionari ateniesi sullo sfondo degli incontri attesi questa settimana tra gli ispettori e i ministri greci per stabilire se la Grecia potrà avere la quinta - cruciale tranche del piano da 110 miliardi di euro che nel 2010 ha evitato il fallimento dello stato e se il suo debito è da considerare sostenibile.

“Si stanno formando l‘opinione che ci sono dei problemi” sono le parole di un alto funzionario che chiede anonimato. “La loro preoccupazione è che ci sia un elevato rischio di non raggiungere gli obiettivi di gettito e chiedono nuovi tagli alla sopesa”.

In gioco ci sono 12 miliardi di aiuti in agenda per giugno e che sono fondamentali per finanziare 13,7 miliardi di funding, senza cui la Grecia potrebbe effettivamente andare in default.

Intrappolato tra incudine e martello, il governo socialista ha imposto una serissima austerity come richiesto dagli enti internazionali ma la conseguenza è stata strangolare la crescita infuriando sia gli elettori che parte del partito (tra i motivi di protesta dello sciopero generale di ieri, una disoccupazione al record del 15,9%).

Il premier George Papandreou ha convocato due consigli dei ministri questa settimana: “ha presentato una situazione difficilissima e ha chiesto ai ministri di raddoppiare e riorganizzare gli sforzi” rivela un funzionario a conoscenza degli incontri.

Atene è consapevole che potrebbe non essere ancora in grado di riaffacciarsi al mercato obbligazionario nel 2012 e gli investitori temono che senza nuovi aiuti sia inevitabile una ristrutturazione che potrebbe imporre perdite ai bondholder.

“Tra le alternative in discussione c’è un allungamento delle scandenze o un nuovo accordo di aiuto, che potrebbe vedere il fondo europeo di saalvataggio (EFSF) acquirente di carta greca” prosegue il funzionario secondo cui “questo è un dibattito che si svolge fuori dalla Grecia”.

I giornali ipotizzano che i partner europei potrebbero chiedere garanzie reali come collaterale di nuovi finanziamenti da 50-60 miliardi, per coprire i 27 miliardi e 38 miliardi che Atene avrebbe dovuto secondo gli accordi raccogliere sul mercato nel 2012 e 2013, rispettivamente.

Governo e FMI negano: “ci sono mezzi diversi e (più) moderni, come le cartolarizzazioni, che sono meglio” ha commentato il ministro del Lavoro Louka Katseli in televisione.

Quanto agli europei, il Cancelliere Angela Merkel e altri policymaker della zona euro intendono attendere i risultati della missione UE/FMI prima di decidere.

Sotto esame c’è anche la gestibilità di un debito/pil che nel 2011 è atteso al 154%, o 347 miliardi di euro: ma la recessione ha fatto scendere l‘economia - meno 3% atteso quest‘anno e l‘evasione fiscale peggiora le cose.

Alla Grecia si chiedono 50 miliardi di euro di privatizzazioni al 2015 e molti più sforzi riformisti, condizioni per nuovi aiuti. Gli ispettori, dicono le fonti, hano individuato come aree deboli la mancanza di entrate per la finanziare la previdenza:“la sicurezza sociale è stimata in deficit di 1,4-1,5 miliardi”.

Il parere degli ispettori dovrebbe essere pronto per l‘Ecofin della settimana prossima.

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