Banche, dubbi Abi su inclusione bondholder in costi fallimenti

mercoledì 11 maggio 2011 13:58
 

MILANO, 11 maggio (Reuters) - L'ipotesi di adottare delle misure di risoluzione delle crisi bancarie che facciano ricadere anche sugli obbligazionisti le perdite in caso di fallimento crea delle "perplessità" da parte del'Abi per i riflessi sull'attività di raccolta delle banche.

E' quanto ha sostenuto il direttore generale dell'Associazione bancaria italiana, Giovanni Sabatini, relativamente all'introduzione, nel nuovo quadro Ue sulla gestione delle crisi, del cosiddetto meccanismo di "bail-in", uno degli aspetti controversi della imminente riforma bancaria europea.

"Il meccanismo che farebbe partecipare all'assorbimento delle perdite tutte le obbligazioni [emesse dall'istituto di credito in crisi] crea della perplessità" sull'adeguatezza di tali misure e ha detto Sabatini nel suo intervento al 'Markets & Investment Banking Conference 2011' organizzato dall'Abi.

In particolare, ha spiegato Sabatini, l'idea che anche i bondholder possano sostenere i costi dei fallimenti bancari, avrà effetti negativi sull'appetibilità dei titoli facendo salire i costi della raccolta bancaria.

Rispetto a questa problematica, ha proseguito il direttore generale dell'Abi, una delle risposte possibili è quella di dare "un maggiore impulso agli strumenti di debito collateralizzato, come i covered bond".

(Andrea Mandalà)