Cds sovrani, balzo in 2010, peso su mercato resta ridotto-Consob

lunedì 9 maggio 2011 12:30
 

MILANO, 9 maggio (Reuters) - Il mercato dei Cds su emittenti sovrani ha registrato un forte tasso di crescita nel 2010, con le posizioni nette più che raddoppiate e quelle lorde aumentate di oltre il 50%.

Al tema dedica un approfondimento la relazione della Consob per l'anno 2010, in cui si sottolinea come lo sviluppo del mercato dei credit default swap sovrani sia un fenomeno relativamente recente, probabilmente legato alla crescita delle esigenze di copertura emerse con il forte deterioramento nei conti pubblici nei principali paesi avanzati ed emergenti.

"Con la recente crisi del debito sovrano il ruolo dei contratti di credit default swap è stato oggetto di crescente attenzione da parte di policy maker e regolatori", si legge nella relazione, sui timori "circa la possibilità che l'operatività di natura speculativa sul mercato di tali strumenti possa amplificare le tensioni sui mercati obbligazionari".

I Cds sovrani rappresentano tuttavia una quota ridotta del mercato complessivo: a dicembre 2010 pesavano per circa il 16% sul totale del valore nozionale lordo e per il 20% circa sul valore nozionale netto delle posizioni in essere. Circa l'80% delle posizioni in essere alla fine dell'anno scorso era quindi riferibile ad aziende ed emittenti privati.

Il segmento dei Cds su emittenti sovrani è molto concentrato: a dicembre 2010 le prime 10 "reference entity" sovrane rappresentavano circa il 55% del controvalore nozionale (sia lordo che netto) del totale dei Cds sovrani e il 44% circa del numero di posizioni.

L'Italia risultava la prima "reference entity" utilizzata nei contratti dei Cds su emittenti sovrani, con una quota del 12%, ma facendo riferimento alla dimensione relativa del mercato dei Cds rispetto al mercato obbligazionario il valore della Repubblica italiana è modesto (circa il 2% in termini di nozionale netto) e in linea con i valori osservati per Francia e Germania.

Brasile, Messico, Russia e Portogallo sono invece gli stati per cui i Cds hanno il peso maggiore rispetto al debito sottostante in termini di nozionale netto.

(Sabina Suzzi)