Fisco, accertamento esecutivo vale 2 mld l'anno - Commercialisti

mercoledì 27 aprile 2011 16:01
 

ROMA, 27 aprile (Reuters) - L'accertamento esecutivo vale oltre 2 miliardi di euro all'anno, secondo le stime dei commercialisti italiani.

La manovra triennale dello scorso anno prevede dal primo luglio 2011 che i contribuenti sotto accertamento fiscale paghino all'erario il 50% della maggiore imposta contestata anche se il procedimento è ancora pendente presso il giudice tributario.

"Le statistiche del 2010 ci dicono che il 41% dei ricorsi presentati dai contribuenti si sono conclusi con il riconoscimento delle loro ragioni e dell'infondatezza della pretesa erariale. In valori assoluti, gli importi relativamente ai quali è stata data ragione ai contribuenti sono ammontati a 5,7 miliardi di euro", dice Claudio Siciliotti, presidente del consiglio dei commercialisti italiani, nel corso di un'audizione alla Camera.

"In un simile contesto, o si mette la giustizia tributaria nelle condizioni di non arrivare sistematicamente dopo la scadenza dei termini entro cui si deve pagare il 50% anche in caso di ricorso, o si gettano le basi perché il sistema privato delle imprese e dei cittadini finanzi ulteriormente il settore pubblico, che già finanzia con attese di anni prima di ricevere i dovuti pagamenti, con oltre 2 miliardi di euro all'anno di versamenti di imposte che si riveleranno poi non dovute, secondo il più classico e deprecabile solve et repete", aggiunge Siciliotti.