PUNTO 1 - Italia non può abbassare guardia su bilancio- Tremonti

martedì 26 aprile 2011 09:05
 

(Aggiunge dichiarazioni Tremonti in coda)

MILANO, 26 aprile (Reuters) - Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti dice che l'Italia non deve abbassare la guardia su fronte della finanza pubblica e, ribadendo che non esistono alternative alla politica di rigore, conferma la volontà di introdurre in Costituzione un vincolo sulla disciplina del bilancio.

"Noi sui conti pubblici non possiamo abbassare la guardia: abbiamo un sentiero di rientro, che ci deve portare al pareggio di bilancio nel 2014 e alla riduzione del debito pubblico. Da quello non si può uscire. Non esiste la fase due senza la fase uno... ", dice in un'intervista a La Repubblica Tremonti ribadendo che la "politica di rigore fiscale non è temporanea" e non ha "alternative negli anni a venire".

L'obiettivo, spiega il ministro, resta quindi "il sistematico incremento del surplus primario" e la "progressiva riduzione del debito pubblico".

Secondo il quadro macroeconomico aggiornato con il Documento di economia e finanza, l'Italia non prevede nuove manovre correttive tra 2011 e 2012 e ha in programma un intervento da 2,3 punti percentuali di Pil sul deficit nel biennio 2013-2014 per raggiungere il pareggio di bilancio.

Nel'intervista Tremonti sminuisce l'attacco giunto giovedì scorso dal collega di governo Giancarlo Galan, che lo ha accusato di aver commissariato il governo.

"Mi creda, è stata un'iniziativa estemporanea, che non aveva nulla di strutturale ma molto di personale. Non l'ho letta come una manovra contro di me, autorizzata o addirittura ispirata dal presidente del Consiglio", dice Tremonti.

Tremonti dice di non sentirsi "in pericolo" come nel 2004, quando fu costretto a dimettersi per i contrasti con gli allora alleati di governo Gianfranco Fini e Marco Follini, ed esclude "cospirazioni" contro Berlusconi, che definisce "insostituibile".