April 20, 2011 / 2:49 PM / 6 years ago

PUNTO 1 - Bankitalia, già a settembre manovra su 2013 e 2014

5 IN. DI LETTURA

* Percorso risanamento rispetta criterio Ue riduzione debito

* Introdurre tetti pluriennali alla spesa primaria

* Spostare prelievo fiscale su rendite e monopoli

(Cambia titolo e attacco, accorpa pezzi e aggiunge contesto)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 20 aprile (Reuters) - Il governo dovrà definire "concretamente" già a settembre l'annunciata manovra da 2,3 punti di Pil su 2013 e 2014 necessaria per tornare al pareggio di bilancio e rispettare la nuova regola europea di riduzione annua del debito che scatterà nel 2015.

Questa la valutazione che la Banca d'Italia fornisce del nuovo quadro macroeconomico delineato nel Documento di economia e finanza (Def), approvato in Consiglio dei ministri il 13 marzo scorso.

"Le nuove regole di bilancio prevedono che già a settembre siano definite concretamente le misure da attuare nel biennio 2013-14 per conseguire il pareggio del bilancio. Ciò potrà ancorare ulteriormente le aspettative degli operatori, esercitando un'azione di contenimento sui rendimenti dei titoli pubblici", ha detto il vice direttore generale di Bankitalia Ignazio Visco nel corso di un'audizione in Senato sul Def.

Il programma di risanamento è in linea con il nuovo criterio europeo di riduzione del debito pubblico, che imporrà dal 2015 una correzione annua del 5% calcolata sullo scostamento del debito dal valore di riferimento del 60%.

"Si può infatti calcolare che il suo rispetto richieda un livello del debito nel 2015 pari a circa il 111%. Un calo nel 2015 dell'incidenza del debito di 2 punti appare realizzabile in un ampio spettro di scenari per il prodotto e i tassi di interessi, qualora il sostanziale pareggio di bilancio programmato per il 2014 sia mantenuto nell'anno successivo", ha aggiunto Visco.

Limiti Pluriennali Alla Spesa Primaria

Visco ha definito "giusta e prudente" la previsione del Tesoro di una manovra da 35 miliardi nel biennio 2013 e 2014, pari a 1,2 punti nel 2013 e 1,1 punti l'anno successivo. L'Unione europea chiede una manovra annua pari ad almeno lo 0,5% al netto del ciclo e delle misure una tantum ma, dice Visco, per i paesi più indebitati "la prudenza richiede un aggiustamento più rigoroso". Per questo il Tesoro ha indicato nel Def una correzione strutturale pari a 0,8 punti in ciascuno dei due anni.

Positiva anche la gestione del debito, spostata via via sui titoli a reddito fisso per garantire una copertura dai tassi in aumento.

Bankitalia mostra quindi di condividere il programma di risanamento al 2014, che tuttavia è "ambizioso" e richiede da un lato analisi dettagliate delle singole voci di spesa, dall'altro meccanismi in grado di valutarne l'adeguatezza.

"Questi interventi potrebbero essere accompagnati dall'introduzione di una regola nazionale, coerente con quella proposta a livello europeo, che fissi limiti pluriennali per il complesso della spesa primaria", suggerisce Visco.

Redistribuire Tasse a Scapito Monopoli E Rendite

Visco sottolinea che il Def contiene una "forte riduzione della spesa in conto capitale" e suggerisce al governo "un consistente miglioramento dell'efficienza nell'impiego delle risorse. Solo così si potrà attenuarne l'impatto sul processo di accumulazione del capitale".

In ogni caso, "la spesa pubblica per investimenti in Italia non è stata dissimile da quella dei principali paesi europei. La dotazione di infrastrutture del nostro paese ha risentito piuttosto delle carenze dei processi di valutazione e progettazione delle opere, di selezione del contraente privato e di monitoraggio dell'avanzamento dei lavori. Tali carenze si manifestano nei rilevanti scostamenti dei tempi e dei costi di realizzazione rispetto ai preventivi".

Per riportare la crescita del prodotto su un livello permanentemente più elevato occorre un forte impegno nell'attuazione "in tempi brevi" delle riforme strutturali, sottolinea Visco.

Anche l'impegno a contrastare l'evasione fiscale si deve rafforzare, aprendo spazi "a una riduzione delle aliquote fiscali" già nel periodo di previsione coperto dal Def, cioé il 2014.

Incalzato dai senatori, Visco precisa tuttavia che non servirebbe tanto ridurre la pressione fiscale complessiva quanto "ridistribuire il carico fiscale in modo equo e utile: meno su attività produttive e lavoro e di più su monopoli e rendite di posizione".

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