Cdp, in 2010 utile netto di 2,7 mld, +8% al netto permuta azioni

mercoledì 20 aprile 2011 14:01
 

ROMA, 20 aprile (Reuters) - Cassa depositi e prestiti ha realizzato nel 2010 un utile netto di 2,743 miliardi, in crescita del 59% rispetto al 2009 (1,725 miliardi), incremento che si riduce all'8% al netto del miliardo di plusvalenza ottenuto con la permuta di azioni effettuato col Tesoro.

E' quanto si legge in una nota della società controllata al 790% dal Tesoro ed al 30% da Fondazioni.

Nel corso del 2010 la Cdp ha mobilitato nuove risorse per quasi 11,7 miliardi, in leggera crescita rispetto all'esercizio 2009 (+2%). Il 50% del totale (5,8 miliardi) è stato destinato a finanziamenti diretti ad enti pubblici, il 37% ad operazioni finalizzate al sostegno dell'economia a favore dell'imprese (4,3 miliardi) e il 13% a finanziamenti per lo sviluppo delle infrastrutture (1,6 miliardi). I principali settori d'intervento sono stati: reti di trasporto e servizi pubblici locali, Pmi, edilizia pubblica e social housing, energia e telecomunicazioni, ricerca e innovazione, ambiente e rinnovabili.

L'attivo cresce di quasi il 10% rispetto all'esercizio precedente e ammonta a fine 2010 a 249 miliardi. Le disponibilità liquide, pari a 128 miliardi, evidenziano un incremento dell'8%, grazie alla raccolta netta positiva (+13,9 miliardi per Cdp) registrata dalla raccolta postale, la quale ammonta ad oltre 207 miliardi.

Il patrimonio netto si attesta a 13,7 miliardi, evidenziando una crescita del 13% per effetto del maggior utile d'esercizio conseguito nel 2010.

I risultati dell'esercizio 2010 sono stati complessivamente positivi per Cdp, nonostante il difficile contesto macroeconomico e l'incidenza negativa, per l'intero sistema, della riduzione dei margini derivanti dal basso livello raggiunto dai tassi di interesse.

La flessione del margine di interesse, sceso a 1,659 miliardi (-17%) è stata controbilanciata dall'andamento favorevole dei dividendi, degli oneri commissionali sul Risparmio Postale e dei ricavi netti: il margine d'intermediazione è pari a 2,297 milioni (+6%). Stabile ed estremamente basso, al di sotto del 4%, il rapporto cost/income.