19 aprile 2011 / 11:03 / tra 6 anni

PUNTO 2 - Rinnovabili, piano Ue coperto da Eurobond - Tremonti

(Aggiunge altre dichiarazioni Tremonti a paragrafo 9)

ROMA, 19 aprile (Reuters) - L‘Italia lancia l‘idea di un piano europeo per la ricerca in energie prodotte da fonti rinnovabili finanziato anche con gli Eurobond, l‘emissione comune di titoli di Stato europei.

Lo ha detto il ministro dell‘Economia, Giulio Tremonti, nel corso di una audizione alla commissione Affari costituzionali del Parlamento europeo.

“Credo sia il momento per un passaggio storico. Credo sia arrivato il momento di ragionare su una versione applicata del vecchio e glorioso piano Delors e di investire in piani di investimento in ricerche alternative, anche combinandoli con la nuova struttura geopolitica del Mediterraneo”, ha detto Tremonti.

“Credo che sia arrivato il momento di finanziare questi piani per investimenti in nuove energie, anche con gli Eurobond”, ha aggiunto il ministro dicendo che il disastro della centrale giapponese di Fukushima Daichii non è “riducibile alla banalità di un incidente tecnico” ma assume una dimensione “molto più rilevante in cifra storica”.

Dopo la tragedia giapponese che è originata da uno tsunami, il governo italiano ha sospeso per 12 mesi le procedure per la costruzione delle nuove centrali nucleari.

Come in altre occasioni, Tremonti chiede di calcolare i costi futuri che deriveranno dallo smantellamento delle vecchie centrali nucleari e la loro messa in sicurezza, per avere un‘idea più chiara dell‘impatto che queste spese avranno sulle casse dello Stato.

“È stata fatta davvero una contabilità del nucleare? Sono stati contabilizzati i costi del decommissioning? Esiste il calcolo del rischio radioattivo? Sappiamo che i benefici ci sono e sono locali, ma i malefici sono generali. Credo sia necessaria una riflessione economica e non solo tecnica”, ha continuato il ministro.

CRISI PONE PROBLEMA NUOVO TRATTATO UE

Secondo Tremonti, di fronte alle tensioni sociali scatenate dalla crisi economica, “è necessario uno stress test per vedere se è possibile continuare nel sogno” europeo, perché i Trattati su cui si basa l‘Unione sono preesistenti non solo alla crisi ma anche alla globalizzazione. Ne è un esempio, dice il ministro, l‘inazione di fronte ai flussi migratori dal Nord Africa: “Finora l‘Europa è stata missing in action pur avendo nel Trattato la possibilità di intervento”.

“La crisi può essere una ragione per pensare ad una nuova e più intensa convenzione, cogliendo il momento”, ha detto Tremonti alludendo a un nuovo Trattato europeo.

Il ministro propone un modello di crescita per l‘Europa che non sia solo basato sulla domanda interna o sulla spinta delle esportazioni ma anche su “investimenti pubblici che finanzizino domanda pubblica per beni di investimento collettivo”.

“È notizia di oggi la messa in outlook negativo della finanza pubblica degli Stati Uniti. Credo che una riflessione debba essere fatta [...]. La mia speranza è che risolte - se possono essere risolte - le questioni sui Paesi periferici, il blocco trovi espressione con l‘emissione di titoli europei”.

Tremonti chiude l‘audizione con una battuta: “Euroscettico? Mi è stato detto che questo non è poi un così brutto posto. È un‘opinione che condivido”.

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