G20 lavora a riforme anti-crisi, ma restano rischi su ripresa

venerdì 15 aprile 2011 11:50
 

WASHINGTON, 15 aprile (Reuters) - Dopo la cena di lavoro ieri notte, parte oggi il G20 e gli Stati Uniti tentano di infondere fiducia su una ripresa globale che non è a rischio.

Ma le minacce che ancora derivano dalla crisi debitoria della zona euro continueranno ad allungare la loro ombra sul meeting di Washington dei ministri finanziari e dei banchieri centrali delle principali economie mondiali, chiamati a portare avanti un progetto di riforme capaci di scongiurare future crisi economiche.

"Nonostante i rischi legati al petrolio, le sfide finanziarie che ancora devono essere affrontate in alcune parti dell'Europa e nonostante quanto è successo in Giappone, quello che si vede è una graduale guarigione, un graduale rafforzamento della fiducia sulla capacità dell'economia mondiale di crescere a un tasso ragionevole" ha detto il Segretario al tesoro Usa Timothy Geithner.

Per prolungare la ripresa gli esponenti del G20 lavorano ad un piano di riforme che possa rendere l'economia globale meno soggetta alle violente oscillazioni che hanno dominato gli ultimi due decenni. Un obiettivo che implica - secondo un'analisi ormai consolidata - la riduzione degli squilibri attualmente esistenti tra paesi esportatori come la Cina e paesi gravati dal debito, come gli Stati Uniti.

Il ministro delle finanze canadese Jim Flaherty ha spiegato che affrontare questi squilibri è la priorità pricipale, anche se "ci sono ancora alcuni ostacoli sulla via", quale ad esempio - sostengono da tempo gli Usa - la politica cinese di sottovalutazione della propria moneta a sostegno dell'export.

Il G20, che rappresenta circa l'85% dell'economia mondiale, punta completare questa settimana il lavoro sulle "linee guida" che dovrebbero permettere di stabilire se un paese spende o risparmia troppo, anche se l'indicazione precisa dei paesi non virtuosi arriverà in un momento successivo, forse solo a novembre [ID:nLDE73D1WD].

"É una questione di credibilità per il G20 che si riesca a trovare un accordo su linee guida indicative in questo fine settimana" ha affermato il commissario europeo agli Affari economici e Monetari Olli Rehn.

A metà febbraio i G20 avevano scelto come indicatori per monitorare gli squilibri: il debito e il deficit pubblico, il risparmio e il debito privato e una misura dello sbilancio esterno composto dal saldo commerciale, i flussi di reddito da investimenti e da trasferimento, tenuto contro delle politiche monetaria, fiscale e del tasso di cambio.

Ora bisogna rendere operativi questi indicatori trovando un accordo tra paesi G20 su soglie e/o livelli di equilibrio che, se superati, facciano scattare dei campanelli d'allarme e portino a un'analisi approfondita dei paesi problematici.   Continua...