G20 discute squilibri globali, presto per identikit paesi

venerdì 15 aprile 2011 09:48
 

MILANO/WASHINGTON, 15 aprile (Reuters) - La riunione dei G20 di oggi a Washington segnerà qualche passo avanti metodologico riguardo all'identificazione delle aree di squilibrio presenti nell'economia globale. Per avere l'identikit dei paesi problematici bisognerà, però, attendere ancora, forse fino al summit del prossimo novembre.

Questa notte i G20 si sono riuniti per una cena di lavoro che ha aperto le danze per i ministri delle finanze e governatori delle banche centrali dei paesi avanzati e di quelli in via di sviluppo. Oggi è prevista la sessione di lavoro vera e propria che si chiuderà con il comunicato di rito.

L'attesa è che, dopo la scelta a febbraio dei sei indicatori macroeconomici da utilizzare per identificare eventuali gli squilibri, i G20 si accordino sui metodi per far scattare un'analisi approfondita su singoli paesi problematici.

"I G20 lavoreranno per definire come gli indicatori possano far suonare dei campanelli d'allarme e portare all'analisi della situazione di alcuni paesi", riferisce una fonte. "Si discute sulla definizione di valori di equilibrio specifici per i singoli paesi e bisognerà decidere quanti indicatori dovranno essere fuori linea perchè ci sia uno squilibrio potenziale".

"E' troppo presto perchè vengano definiti gli identikit dei paesi su cui andrà effettuata un'analisi approfondita da parte del Fondo monetario internazionale", dice la fonte.

La Cina ha espresso sospetti che lo sforzo dei partner G20 possa puntare a pressioni su Pechino perchè riassorba il forte avanzo delle partite correnti. Francia e Stati Uniti premono, invece, perchè il processo di sorveglianza multilaterale sugli squilibri avanzi con maggiore rapidità.

I ministri delle Finanze e i banchieri centrali del G20 si ritroveranno oggi per discutere, oltre alla sorveglianza multilaterale contro gli squilibri macroeconomici, delle circostanze in cui permettere limiti ai flussi di capitale a livello internazionale e del problema della speculazione nei mercati delle commodity.

(Francesca Landini)