13 aprile 2011 / 16:47 / 6 anni fa

SINTESI - Italia riduce stime Pil, ma esclude manovra a breve

* Stime Pil ridotte in linea a previsioni Ue, Ocse, Fmi

* Target deficit confermati, pareggio previsto entro il 2014

* A maggio decreto sviluppo, con effetti su finanza pubblica

di Giuseppe Fonte e Francesca Piscioneri

ROMA, 13 aprile (Reuters) - L‘Italia riduce le previsioni di crescita del Pil, ma conferma gli obbiettivi di deficit che intende rispettare senza ricorrere nell‘immediato a manovre “lacrime e sangue”.

E’ quanto emerge dal Documento di economia e finanza (Def) varato oggi dal Consiglio dei ministri insieme con il Programma nazionale delle riforme (Pnr), e presentati in conferenza stampa dal ministro dell‘Economia Giulio Tremonti e dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Il governo ritiene inoltre, grazie al basso debito privato, di avere sufficiente margine di flessibilità per la riduzione del debito pubblico dal 2015 secondo le nuove regole del Patto di stabilità europeo.

“Noi abbiamo l‘obbiettivo del pareggio di bilancio tra il 2013 e il 2014, è in funzione di quello che dobbiamo fare i calcoli, è escluso quello che lei definisce [una manovra] ‘lacrime e sangue’”, ha risposto Tremonti alla domanda di una cronista che chiedeva se entro l‘estate il governo metterà a punto una nuova correzione dei conti pubblici attraverso un decreto legge.

Nel Def, che sarà ora presentato in Europa, il Tesoro riduce la crescita del Pil a 1,1% nel 2011, dal precedente 1,3%, e nel 2012 a 1,3% dal 2% indicato a fine settembre. Ciò nonostante, è confermata la previsione di un deficit al 3,9% nel 2011 e al 2,7% nel 2012, sotto la soglia del 3% prevista dal Trattato di Maastricht.

“I nostri numeri sono in linea, la tenuta complessiva è garantita, l‘andamento delle entrate quadra con le previsioni della Ragioneria generale dello Stato. Nell‘insieme noi dobbiamo proiettare sul 2014 la struttura del bilancio, non abbiamo emergenze né urgenze”, ha detto Tremonti.

A MAGGIO DECRETO SVILUPPO CON IMPATTO ANCHE SU DEFICIT

Il ministro ha invece annunciato un provvedimento di legge per lo sviluppo “a costo zero” in cui confluirà buona parte delle misure previste nel Pnr: fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno, concentrazione degli investimenti nelle grandi infrastrutture, nuove politiche per l‘aumento dell‘occupazione.

Tremonti ha anche detto che il governo vuole “mettere la migliore disciplina fiscale e legale europea per il venture capital e lo spin off”, senza aggiungere dettagli.

“Noi adesso stiamo lavorando ad una azione puttosto efficace sullo sviluppo, a costo zero ma che crediamo con effetti molto forti” anche sui conti pubblici, ha detto Tremonti.

Secondo una fonte governativa si tratterà di un decreto che dovrebbe vedere la luce “nel mese di maggio”.

Confermato uno stop sui progetti per il nucleare dopo la moratoria di un anno già varata dal governo.

IN DEF DEBITO/PIL RISALE A SOGLIA 120%

Oltre ad un calo del Pil, il Tesoro prevede un peggioramento del debito, che dovrebbe tornare nell‘anno in corso al 120% dal 119,2% del Pil delle ultime previsioni.

Nel 2012 il debito è visto al 119,4% dal precedente 117,5%.

“Il nostro debito è salito ma soprattutto perché è sceso il Pil”, ammette Tremonti. “Tutti dobbiamo ridurre il debito, se per noi è un problema lo è anche per gli altri”.

Gli fa eco Berlusconi: “Raggiungeremo il pareggio di bilancio nel 2014 e dal 2015 bisognerà mettere mano alla riduzione della montagna del debito pubblico”.

Il governo non mostra particolari preoccupazioni nonostante i nuovi criteri del Patto di Stabilità europeo, che vincolano i Paesi con le finanze pubbliche meno solide a una riduzione annua pari a un ventesimo della quota di debito superiore al 60% del Pil.

“Abbiamo definito in sede europea un criterio che tenga conto di altri fattori rilevanti, crediamo di avere un logico spazio di flessibilità”, ha spiegato Tremonti ribadendo che il basso indebitamento privato consentirà all‘Italia di ottenere una valutazione meno severa da parte di Bruxelles.

Per sottolineare la volontà del governo di essere virtuoso sul fronte dei conti pubblici, il ministro ha inoltre annunciato una modifica costituzionale con cui rafforzare il vincolo sull‘indebitamento.

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