Debito, per Tesoro resta sostenibile nonostante alto livello-Def

mercoledì 13 aprile 2011 13:44
 

ROMA, 13 aprile (Reuters) - L'assenza di rischi legati al cambio, la vita media di sette anni, il basso indebitamento dei privati e l'alta quota di residenti in possesso di titoli di Stato sono i fattori che, secondo il Tesoro, assicurano la tenuta del debito pubblico italiano nonostante il suo alto livello.

"Vi sono alcuni aspetti che consentono di qualificare meglio la posizione italiana riguardo alla questione critica dell'entità del debito. Queste attengono alla vita media del debito, alla sensibilità ai tassi di interesse, e al grado di esposizione al rischio di cambio", scrive il Tesoro nel Documento di economia e finanza (Def).

"Secondo i dati più recenti, la vita media del debito pubblico in Italia è di sette anni e la quota di debito in mano ai residenti, a giugno 2010, risulta pari, al 55,7%, laddove in Francia e in Germania i residenti detengono una quota di debito pubblico molto più bassa (rispettivamente pari al 31,1% e al 47,1%). Inoltre, l'esposizione del debito pubblico italiano al rischio di cambio è pressoché inesistente".

Molta importanza il Tesoro attribuisce al debito delle famiglie italiane, che è risultato nel 2009 pari al 44,4% per cento (82,3% la media europea) e al debito imprese non finanziarie, attestatosi nello stesso anno all'83,8% rispetto ad una media europea del 120,8%.

"In generale, l'Italia risulta tra i Paesi meno indebitati nonostante l'elevato debito della Pubblica Amministrazione, pari nel 2010 al 119% del Pil", dice il Def.

Il Tesoro continua scrivendo che, secondo le stime della Commissione dello scorso novembre (Autumn Forecast), nel 2012 l'Italia sarebbe uno dei pochi Paesi europei, insieme a Germania e Svezia, in cui il debito della Pa in rapporto al Pil si ridurrebbe. Tra gli altri fattori rilevanti, nella valutazione complessiva del debito pubblico italiano, va anche considerato che, relativamente agli interventi pubblici a sostegno del sistema bancario, nel 2009 l'Italia è, secondo i dati Eurostat, tra i paesi dell'UE i cui interventi a sostegno delle istituzioni finanziarie hanno avuto una minore incidenza sul debito pubblico (pari a circa 4 miliardi di euro, ovvero lo 0,3% del Pil)".

"Nel complesso, la relativa maggior solidità del sistema bancario italiano rispetto a quello di altri Paesi e la tendenza a un limitato stock di debito del settore privato (famiglie in particolare) hanno consentito all'Italia in questi ultimi anni di registrare livelli complessivi di debito più contenuti rispetto alla media dei Paesi esaminati. All'orientamento prudente verso il debito del settore privato italiano, si è affiancato anche un cauto atteggiamento della finanza pubblica volto, all'apice della crisi economica, a contenere il deterioramento dei saldi e a ripristinare il percorso di risanamento fiscale, come accaduto a partire dal 2010", continua il Tesoro.