7 aprile 2011 / 13:21 / 6 anni fa

PUNTO 1 - Italia, crescita essenziale per rating - Moody's

(aggiunge dettagli, contesto e commenti in ultimi paragrafi)

MILANO, 7 aprile (Reuters) - Moody's ritiene che l'Italia sia in grado di stabilizzare il proprio enorme debito pubblico nei prossimi pochi anni, anche in presenza di crescita economica modesta, sebbene nel lungo termine un'espansione più sostenuta sarà fondamentale per preservare il proprio rating sopvrano.

Il debito pubblico italiano - uno dei maggiori al mondo - ha raggiunto il 119% del pil nel 2010, ma diversamente da altre economie della zona euro, il paese non ha subito un taglio del rating sovrano a seguito della crisi del 2007-2009.

"I nostri stress test mostrano che il governo dovrebbe essere in grado di stabilizzare, o anche invertire, il trend del rapporto debito-pil, anche in uno scenario piuttoasto conservativo" ha detto l'analista sull'Italia dell'agenzia Alexander Kockerbeck, in un incontro con la stampa.

"La crescita economica rimane un fattore chiave per un paese con un debito pubblico molto alto, lo stesso dicasi per il Belgio" ha aggiunto.

Kockerbeck ha aggiunto che Moody's prevede che il costo di finanziamento del debito sovrano italiano rimanga stabile attorno al 10% delle entrate per i prossimi tre o quattro anni, in uno scenario di crescita del pil reale tra l'1 e l'1,4% "La stabilità degli esborsi per interessi è uno dei fattori che sostiene l'outlook" afferma Kockerbeck.

Moody's ha un rating di lungo termine di Aa2 sull'Italia, con outlook stabile.

Moody's prevede un avanzo primario, al netto del pagamento degli interessi, allo 0,5% del pil quest'anno e al 2% nel 2012.

Questa misura chiave di sostenibilità del debito è peggiorata in maniera solo marginale in Italia durante la crisi, in confronto a molti altri paesi, grazie alla capacità del governo di evitare un aumento della spesa pubblica a sostegno della crescita e del supporto assai limitato richiesto dal settore bancario.

Kockerbeck ha poi spiegato che il piano recente di rafforzamento della capitalizzazione delle banche italiane rappresenta un fattore positivo per il rating del paese.

L'analista vede inoltre con favore il leggero rialzo del costo del denaro dicisio oggi dalla Bce, spiegando che permetterà tenere sotto controllo la manaccia inflazionistica.

"Non prevedo un incremento automatico dei rendimenti sui governativi decennali dopo la dsecisione sui tassi della Bce" ha affermato, definendo "un'anomalia" il regime di tassi bassi visto finora.

Il giorno dopo la richiesta di aiuto finanziario da parte del Portogallo, Kockerbeck ribadisce di non aspettarsi che la crisi finanziaria contagi l'Italia.

Le previsioni del governo italiano indicano un miglioramento dell'avanzo primario allo 0,9% del pil nel 2011, dopo il saldo negativo dello 0,1% del 2010.

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