6 aprile 2011 / 12:10 / 7 anni fa

Zona euro, crisi attuale più su banche che debito Stato-Tremonti

MILANO, 6 aprile (Reuters) - La crisi che ha investito in questi mesi diversi paesi della zona euro è legata più a squilibri nel settore bancario domestico che ai debiti sovrani.

Lo ha detto il ministro dell‘Economia italiano Giulio Tremonti, parlando dell‘Irlanda e di altri paesi periferici dell‘euro.

“Adesso in Europa abbiamo una crisi più bancaria che di finanza pubblica”, ha detto Tremonti intervenendo al salone del Risparmio a Milano.

“Guardando all‘Irlanda mi chiedo: dov‘erano i controllori?” “In Europa ho visto sempre un intenso controllo su deficit e debito [pubblico] - ed era giusto - ma dov‘era il controllo sulle banche, sui ratio patrimoniali, sull‘indebitamento [degli istituti di credito]?”.

Nei mesi scorsi, Dublino ha dovuto ricorrere al sostegno di Ue e Fondo monetario per far fronte agli ingenti costi per salvare alcuni istituti finanziari in difficoltà.

FRA DIECI ANNI UE EMETTERA’ E-BOND

Secondo il ministro, i paesi dell‘euro sono ora consapevoli della necessità di politiche di bilancio rigorose e, con il pacchetto di misure per combattere la crisi attuale, hanno ripreso l‘iniziativa politica che, nel medio periodo, potrà portare a una maggiore integrazione politica.

Nella zona euro “sappiamo che tutti dobbiamo ridurre i bilanci pubblici, ogni paese lo sa... sappiamo come fare, ma non sappiamo come farci rieleggere”.

Tremonti ha poi parlato del semestre europeo, che prevede un coordinamento preventivo dei piani di bilancio dei paesi Ue, indicando che questa novità rafforzerà la dimensione politica dell‘Europa.

“Anche sul mercato finanziario credo che fra dieci anni avremo un‘entità politica europea più solida, unificata, anche da emissioni di titoli di Stato comuni”, ha detto il ministro.

A dicembre Tremonti e il presidente lussemburghese Jean-Claude Juncker avevano proposto l‘emissione dei cosidetti E-bond, titoli di Stato comuni per tutti i paesi della zona euro.

CRESCITA ITALIA NON E’ COSI’ MALE

“E’ dieci anni che sento queste menate sull‘Italia in declino. Forse qualcuno dovrebbe cominciare a fare discorsi intellettualmente meno disonesti”, ha detto il ministro, passando a confrontare la situazione economica dell‘Italia con quelli di altri paesi europei.

Escludendo la Germania, che per Tremonti “va benissimo”, il paragone con Francia e Gran Bretagna non penalizza particolarmente l‘Italia, a detta del ministro, dal momento che una crescita leggermente superiore a quella italiana in questi due paesi si accompagna a un disavanzo di bilancio decisamente superiore a quello di Roma.

“L‘Italia - che [secondo alcuni] va malissimo - ha una crescita di 1,2-1,3% e un deficit che credevo fosse al 5%, ma leggendo i giornali, scopro che è al 4,5-4,6%”, ha detto il ministro.

“Oggettivamente la crescita in Italia non è fantastica, ma non è così male”. Tremonti ha riconosciuto che in termini di crescita si deve fare di più, ma ha sottolineato che l‘Italia è un paese fortemente duale, “dove in una parte c’è molto, mentre in un‘altra c’è troppo poco”.

Francesca Landini

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