31 marzo 2011 / 10:09 / 6 anni fa

PUNTO 1-Moody's non esclude altri declassamenti paesi zona euro

(aggiunge dettagli e background)

LONDRA, 31 marzo (Reuters) - Non è possibile escludere ulteriori declassamenti per i paesi della zona euro, dal momento che le misure annunciate la scorsa settimana dall‘Unione europea sono insufficienti per risolvere la crisi del debito.

Lo sostiene Moody’s Investors Service in una dichiarazione ad hoc.

Le misure hanno confermato l‘impegno dei politici Ue sul fronte del fondo di salvataggio per i paesi in difficoltà, tuttavia, la questione cruciale per le nazioni sotto pressione rimane l‘incertezza sul loro profilo di solvibilità, spiega l‘agenzia di rating.

“Dati questi sviluppi, i nostri rating sovrani nella zona euro saranno guidati da tre ipotesi che sono state confermate dalle dichiarazioni giunte venerdì [dal summit europeo]: la mancanza di un sostegno riguardo alla solvibilità, la possibilità di ristrutturazioni del debito e altre forme di default sovrano e la nostra aspettativa del permanere di difficoltà di finanziarsi [per i paesi sovrani]”, si legge nella dichiarazione di Moody‘s.

L‘assenza di un meccanismo di trasferimento in ambito fiscale e le condizioni che dovranno essere soddisfatte dai paesi che richiederanno un‘assistenza finanziaria lasciano un rischio al ribasso a carico dei creditori privati, spiega l‘agenzia.

La cornice per il sostegno finanziario annunciata è basata su un consenso politico fragile, giudica Moody‘s.

“Come conseguenza ci aspettiamo che le pressioni relative al funding continueranno per molti emittenti sovrani Ue. Se il costo di prendere a prestito continuerà a salire e si ridurranno i parametri relativi alla convenienza del debito nel medio termine, saranno necessari nuovi e ulteriori declassamenti”.

A marzo, l‘agenzia di rating ha tagliato il merito di credito della Spagna a Aa2, del Portogallo a A3, dell‘Irlanda a Baa1 e della Grecia a B1. L‘outlook sui rating dei quattro periferici della zona euro rimane negativo.

Moody’s dice che gli annunci dell‘ultimo vertice europeo non hanno aumentato significativamente la flessibilità dei fondi di salvataggio europei Efsf e Esm. I due fondi saranno in grado di acquistare titoli di stato dei paesi membri sul mercato primario, ma non permetteranno acquisti sul secondario e buy back di titoli di stato.

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