March 29, 2011 / 9:43 AM / 6 years ago

Mediatrade, procura ha speso 20 mln per accuse false -Berlusconi

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ROMA, 29 marzo (Reuters) - Silvio Berlusconi torna a respingere le imputazioni a suo carico avanzate dai pm di Milano nell'ambito del processo Mediatrade (MS.MI) e contesta alla magistratura di aver "insistito" a spendere 20 milioni di euro, sottraendoli ai contribuenti, per addebitargli accuse "false" e "ridicole".

"L'accusa della Procura è totalmente falsa e i miei avvocati lo hanno ampiamente provato. C'è da chiedersi con quale coraggio la Procura di Milano abbia insistito a spenderci sopra tra consulenze, rogatorie e atti processuali qualcosa come una ventina di milioni di euro, tolti naturalmente dalle tasche dei contibuenti", ha detto Berlusconi in un messaggio audio ai Promotori della Libertà.

"Una soltanto delle consulenze è costata al contribuente quasi 3 milioni di euro", ha aggiunto.

Ieri Berlusconi, per la prima volta da otto anni, si è presentato in tribunale per partercipare all'udienza preliminare del processo Mediatrade nel quale è imputato per frode fiscale e concorso in appropriazione indebita.

Il caso Mediatrade, ultimo "stralcio" del procedimento principale sulla compravendita dei diritti tv Mediaset, era stato sospeso nel giugno scorso in attesa del pronunciamento della Consulta sul legittimo impedimento. La Corte Costituzionale ha parzialmente bocciato la legge e il processo è così ripreso.

Tra gli imputati figurano anche il figlio del premier, Pier Silvio, e il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, accusati di frode fiscale.

La procura sostiene che Berlusconi sia stato il socio occulto dell'imprenditore Frank Agrama allo scopo di sottrarre denaro a Fininvest e poi a Mediaset per occultarlo all'estero ai danni di azionisti, fisco americano e italiano.

L'accusa ipotizza che Agrama acquistasse i diritti dalle major americane, li rivendesse a Fininvest e poi a Mediaset a prezzi gonfiati, e infine versasse gran parte del surplus delle vendita gonfiata su conti esteri nella disponibilità di manager Mediaset.

Tutti gli indagati hanno sempre respinto le accuse e Mediaset ha ribadito la correttezza del proprio operato.

Il premier è tornato anche oggi a definire le accuse a suo carico "infondate" e "ridicole", ha parlato di "persecuzione" contro di lui da parte dei magistrati per fini politici e ha affermato di non essersi mai occupato dell'acquisto di diritti tv quando ancora era a capo di Mediaset, prima della sua avventura politica iniziata nel 1994.

Infine un messaggio rassicurante ai suoi sostenitori: "Anche questa volta l'attacco fallirà, la verità sarà riconosciuta e ne verremo fuori più forti di prima come è sempre accaduto".

Francesca Piscioneri

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