Crisi, Berlusconi soddisfatto da accordo Ue su fondo salvataggio

venerdì 25 marzo 2011 11:49
 

BRUXELLES, 25 marzo (Reuters) - Italia soddisfatta dall'accordo raggiunto nella notte fra i leader europei che prevede un prolungamento del periodo di finanziamento del fondo permamente 'salva-stati', lo European stability mechanism (Esm).

L'Esm entrerà in vigore a partire da metà 2013 e sostituirà il fondo attuale (Efsf, European financial stability fund) nel salvataggio degli stati membri qualora si dovessero verificare nuove crisi dei debiti sovrani.

"Abbiamo chiesto una cosa e abbiamo vinto, e abbiamo anche fatto interrompere il Consiglio Europeo per una mezz'ora. E fatevelo spiegare da [l ministro dell'Economia Giulio] Tremonti", ha detto Berlusconi ieri notte al termine dei lavori della prima giornata di summit, dominata dalla crisi portoghese.

L'Esm avrà una capacità di fuoco di 500 miliardi a fronte di un capitale complessivo sottoscritto di 700 miliardi di euro, al fine di garantire una tripla A di rating del credito.

Di questa somma 80 miliardi saranno cash. Secondo l'intesa Ecofin di lunedì scorso, 40 miliardi sarebbero stati versati entro la metà del 2013, e l'altra metà "nei tre anni successivi". La nuova intesa fra i leader Ue prevede invece che il pagamento dal 2013 in poi verrà dilazionato in cinque rate annuali "di uguale entità" fino al 2017.Il compromesso prevede anche un'eventuale "accelerazione" dei versamenti qualora dovesse risultare necessario.

Su questo punto, i leader si sono scontrati e secondo la ricostruzione italiana, la linea tedesca non è passata. Berlino avrebbe infatti proposto che per il pagamento dell'eventuale accelerazione di spesa, i paesi con rating tripla A potessero cavarsela con garanzie rafforzate, mentre quelli senza tripla A avrebbero dovuto intervenire con pagamenti in cash aumentati.

Tale linea avrebbbe pesato sull'Italia in caso di ulteriori salvataggi (dopo Grecia e Irlanda si aspetta il Portogallo) e, secondo le ricostruzioni di alcuni diplomatici, Berlusconi avrebbe chiamato Tremonti durante il Consiglio per consultarsi su questo aspetto.

Roma parteciperà al nuovo meccanismo di salvataggio con una quota del 17,9% (superiore alla sua partecipazione nel capitale Bce 12,5%), pari a 14,5 miliardi.

Come da attese è stato invece rinviata al vertice di giugno l'intesa per aumentare a 440 miliardi dagli attuali 250 miliardi la capacità effettiva di finanziamento dell'Efsf.

Il Consiglio ha poi concordato di aumentare di 1 miliardo di euro i fondi che la Banca europea per gli investimenti potrà investire nei paesi della sponda Sud del Mediterraneo "che si impegnino in riforme politiche". Questo però "non ridurrà le operazioni nei paesi terzi a Est dell'Europa", si legge in una parte delle conclusioni del vertice.