24 marzo 2011 / 12:05 / 6 anni fa

SCHEDA - Federalismo, ok bicamerale a fisco Regioni, le misure

(Riscrive dopo via libera bicamerale, modifiche a decreto)

24 marzo (Reuters) - La commissione bicamerale sul federalismo fiscale ha approvato il parere al decreto legislativo sul fisco regionale grazie all‘astensione del Partito democratico.

La votazione si è conclusa con 15 voti favorevoli, 4 contrari e 10 astenuti. Fli, Udc e Mpa si sono dichiarati contrari mentre Linda Lanzillotta dell‘Api ha abbandonato i lavori poco prima del voto.

Il Pd ha deciso di astenersi dopo che Lega e governo avevano deciso di accogliere nel parere diversi loro emendamenti.

Ora il decreto tornerà in Consiglio dei ministri per l‘approvazione definitiva.

La commissione ha modificato il parere al decreto recependo l‘accordo raggiunto oggi dal governo con le regioni, che si vedranno aumentare di 425 milioni le risorse al trasporto pubblico locale per il 2011.

Come contropartita, i governatori hanno dato il via libera all‘intesa per il rinnovo degli ammortizzatori sociali in deroga negli anni 2011-2012, che saranno finanziati con i fondi per le aree sottoutilizzate.

ADDIZIONALI SBLOCCATE DAL 2013

Il decreto legislativo attribuisce alle regioni più autonomia nel manovrare le addizionali sull‘Irpef dal 2013.

L‘addizione regionale parte da un‘aliquota base dello 0,9% ma può salire di 0,5 punti percentuali nel 2013 (escluso il primo scaglione di reddito), di 1,1 punti dal 2014 e di 2,1 punti dal 2015. Di conseguenza, l‘addizionale regionale potrà aumentare in molte regioni all‘1,4% nel 2013, al 2% nel 2014 e al 3% dal 2015.

Una clausola di salvaguardia prevede che il governo riduca le aliquote Irpef statali “con l‘obiettivo di mantenere inalterato il prelievo fiscale complessivo a carico del contribuente”.

Dal 2013 le regioni ordinarie avranno anche la facoltà di ridurre le aliquote Irap “fino ad azzerarle”, tranne nel caso in cui l‘addizionale regionale abbia già superato l‘1,4%.

Prima del 2013, invece, il decreto blocca le addizionali se già sono superiori allo 0,9%. I governatori possono però ridurle fino allo 0,9%.

GOVERNO APRE A POSSIBILITÀ DI RIVEDERE TAGLI MANOVRA DA 2012

La commissione ha approvato un emendamento che introduce l‘impegno, “a decorrere dall‘anno 2012”, a rivedere i tagli imposti in manovra la scorsa estate ma solo per le regioni ordinarie che hanno rispettato gli obiettivi del Patto di stabilità interno.

Voluta dal Pd, la misura è una sorta di “clausola di salvaguardia” contro l‘eventualità che alcune regioni neutralizzino l‘impatto dei tagli con l‘aumento delle addizionali dal 2013.

LA COMPARTECIPAZIONE ALL‘IVA

Il perno del federalismo regionale è la compartecipazione delle regioni ordinarie al gettito Iva, che per 2011 e 2012 “è calcolata in base alla normativa vigente” e resta quindi confermata al 44,7%.

Dal 2013 scompariranno i trasferimenti statali e l‘aliquota di compartecipazione sarà ridefinita con un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri e parametrata sui consumi del territorio.

Sempre dal 2013 le regioni si vedranno attribuire anche una serie di imposte minori: la tassa per l‘abilitazione all‘esercizio professionale, l‘imposta regionale sulle concessioni statali dei beni del demanio marittimo, l‘imposta regionale sulle concessioni e l‘uso dei beni del patrimonio indisponibile, la tassa per l‘occupazione di spazi ed aree pubbliche regionali, le tasse sulle concessioni regionali e l‘imposta sui rumori degli aerei.

LIVELLI ESSENZIALI PRESTAZIONI

Le regioni dovranno garantire i livelli essenziali delle prestazioni (Lep) nei tre settori fondamentali: sanità, assistenza, istruzione e trasporto pubblico locale.

Parte nel 2013 il fondo perequativo finanziato con l‘Iva che dovrà garantire in ogni regione il finanziamento dei lep indipendentemente dalla diversa capacità di raccogliere gettito.

Il decreto fissa anche una procedura graduale che porterà alla definizione dei costi standard sui Lep e all‘abbandono del sistema attuale, in cui lo Stato finanzia le regioni sulle base della spesa storica.

IL FISCO PROVINCIALE

Ultimo aspetto, il decreto interviene anche sull‘autonomia di province e città metropolitane.

Dal 2012 le province si vedranno riconoscere l‘imposta al 12,5% che grava sulle assicurazioni Rc auto e potranno aumentarla o diminuirla di 3,5 punti percentuali.

Le province si vedranno riconoscere anche una compartecipazione all‘Irpef (sarà un dpcm a decidere la quota), l‘imposta provinciale di trascrizione sulle automobili e la possibilità di imporre una tassa di scopo sul modello del fisco municipale.

Giuseppe Fonte

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