Parmalat, Ferrero da Lactalis ieri con due proposte - stampa

mercoledì 23 marzo 2011 09:20
 

MILANO, 23 marzo (Reuters) - I Ferrero avrebbero avanzato ieri due proposte al gruppo francese Lactalis per rilanciare su Parmalat (PLT.MI: Quotazione), secondo indiscrezioni stampa.

Alcuni giornali stamane scrivono che Giovanni Ferrrero, co-amministratore delegato del gruppo Ferrero, sarebbe andato ieri a Parigi per incontrare Emannuel Besnier, presidente e maggiore azionista di Lactalis, che ha conquistato una quota di poco superiore al 29% di Parmalat, a ridosso della soglia dell'Opa.

Sul tavolo, l'AD di Ferrero avrebbe messo due proposte - secondo La Repubblica - l'acquisizione secca della quota rastrellata da Parigi (per un valore di circa 1,5 miliardi) oppure un armistizio simile a quello raggiunto con Telefonica su Telecom grazie a Telco.

Ferrero - sempre secondo La Repubblica - potrebbre muoversi da sola oppure varare una sorta di "Latco" assieme alle banche pronte a sostenere l'operazione - oltre a Intesa Sanpaolo (ISP.MI: Quotazione) sono alla finestra anche Unicredit (CRDI.MI: Quotazione) e Mediobanca (MDBI.MI: Quotazione), adivisor storico di Alba, per poi dividersi con Lactalis la goverrnace di Parmalat salvaguardando un briciolo di italianità.

Secondo Il Messaggero, a queste banche si aggiunge anche Bnp Paribas (BNPP.PA: Quotazione), la più grande banca francese tra i più grandi finanziatori di Lactalis, che avrebbe fatto una scelta di campo rinnegando il fronte francese per schierarsi con gli italiani attraverso Bnl.

MF riporta dichiarazioni di Gianpiero Calzolari, presidente di Granarolo, che spera che "non sia troppo tardi per formare una cordata italiana". "Bisogna vedere se le banche da una parte e il governo dall'altra possono fare ancora qualcosa" ha detto, precisando poi di "non avere risorse finanziarie da mettere a disposizione" per Parmalat, ma semmai potrebbe "inserire pezzi di Granarolo in un veicolo da unire a Parmalat".

Sotto la regia di Societe generale il colosso dei latticini della famiglia Besnier ha messo sul piatto 750 milioni di euro per comprare comprare dai fondi esteri Zenit, Skagen e Mackenzie il 15,3% di Parmalat. Una quota che si somma a circa il 14% di azioni giù rastrellate dai francesi che in tutto hanno così sborsato 1,3 miliardi.