March 22, 2011 / 5:06 PM / 6 years ago

PUNTO 1 - Federalismo, stallo in commissione su fisco regionale

4 IN. DI LETTURA

(Aggiunge calendario voto e contesto in coda)

ROMA, 22 marzo (Reuters) - A 48 ore dalla scadenza del termine per l'esame in commissione bicamerale sul federalismo, restano distanti le posizioni tra maggioranza e opposizioni sul fisco regionale.

"Non ci sono grossi margini di manovra", dice il relatore al decreto Massimo Corsaro.

"Non ci sono aperture da governo e maggioranza", conferma Giuliano Barbolini, del Pd.

A meno di sviluppi nelle prossime ore, Partito democratico e Terzo polo (Fli, Udc, Mpa e Api) si avviano quindi a esprimere parere contrario sul decreto legislativo. Si riproporrebbe così lo scenario già visto sul fisco municipale: il voto si chiude in parità con un 15 a 15 e il parere al decreto legislativo viene respinto a norma di regolamento. Un esito che comunque non compromette il varo del federalismo regionale pur allungandone i tempi. Il governo potrà infatti comunque approvare in via definitiva il decreto, ma solo dopo una relazione alle Camere.

Ciò che divide Lega e Pdl dalle opposizioni è soprattutto il nodo dei tagli alle regioni disposti con la manovra estiva del 2010, pari a 4 miliardi nel 2011 e a 4,5 miliardi dal 2012.

L'accordo siglato dall'esecutivo con i governatori a metà dicembre prevede la possibilità di rivedere i tagli dal 2012. Il Pd insiste nel chiedere una sorta di clausola di salvaguardia che sospenda il decreto legislativo qualora, l'anno prossimo, i saldi di finanza pubblica non dovessero consentire di rivedere i tagli. La maggioranza però si oppone, spinta soprattutto dalla Lega Nord, che propone di inserire nel parere al decreto la revisione dei tagli "dati gli obiettivi di finanza pubblica". Una formula troppo blanda per le opposizioni.

VOTO GIOVEDÌ ALLE 17,00

Le opposizioni si mostrano critiche anche sul nuovo testo del decreto presentato dal governo in commissione, che sblocca già da quest'anno le addizionali regionali sull'Irpef.

Nel dettaglio l'addizione regionale, che parte da un'aliquota base dello 0,9%, può salire di 0,5 punti percentuali nel 2011 (esclusi però i primi due scaglioni di reddito), di 1,1 punti dal 2014 e di 2,1 punti dal 2015. Di conseguenza, l'addizionale regionale potrebbe presto aumentare in molte regioni all'1,4% già da quest'anno, al 2% nel 2014 e al 3% dal 2015.

Nel tentativo di trovare un accordo che eviti un nuovo pareggio e assicuri alla Lega il viatico politico al fisco regionale, l'ufficio di presidenza della commissione bicamerale ha fatto slittare da mercoledì sera a giovedì alle 17,00 il voto sul parere.

In parallelo, il governo prosegue la trattativa con le regioni. Una fonte politica spiega che domani i governatori vedranno il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, per verificare quali margini vi siano per accogliere l'accordo del 16 dicembre in tutte le sue parti.

Oltre al nodo dei tagli, le regioni chiedono 425 milioni da destinare nel 2011 al trasporto pubblico locale e la sua fiscalizzazione (cioé un finanziamento garantito con le accise sui carburanti) dal 2012.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below