22 marzo 2011 / 10:36 / tra 7 anni

Nuovo meccanismo Esm, per Italia esborso cash per 14,5 mld

BRUXELLES, 22 marzo (Reuters) - L‘Italia parteciperà al nuovo meccanismo di salvataggio varato ieri notte (ESM) con una quota del 17,9%, superiore alla sua quota-Bce, vale a dire per un ammontare cash pari 14,5 miliardi di euro, di cui la metà entro la metà del 2013.

A questa cifra si dovranno poi aggiungere garanzie per circa 110 miliardi di euro che l‘Italia dovrà avere a disposizione per far fronte ad eventuali emergenze della zona euro. Il conto complessivo è dunque di oltre 125 miliardi di euro.

Questo ammontare “non avrà un impatto diretto sul debito pubblico”, rassicurano però esperti della Commissione Ue. Tuttavia, se per finanziare il fondo, l‘Italia si trovasse nella condizione di dover emettere bond per raccogliere le risorse sul mercato, a quel punto verrebbe considerato come debito pubblico.

Il fondo salva-euro (European Stability Mechanism nell‘acronimo inglese) varato ieri sera avrà una dotazione complessiva di 700 miliardi di euro (tra liquidi e garanzie) che consentiranno di concedere prestiti fino a 500 miliardi di euro.

La componente cash complessiva del fondo ammonterà a 80 miliardi di euro, di cui la metà dovrà essere versata entro la metà del 2013, quando il fondo diventerà operativo.

I restanti 620 miliardi di euro saranno disponibili sotto forma di garanzie e impegni di pagamento.

Per l‘Italia significa quindi un esborso di circa 7,2 miliardi di euro, mentre l‘altra metà del finanziamento diretto dovrà esere effettuato nei tre anni successivi.

L‘Italia è il terzo principale contributore al fondo, dopo Germania e Francia.

Il calcolo dei versamenti è effettuato su una base di partenza della quota di contribuzione alla Banca Centrale Europea che per l‘Italia è di circa il 12,5% e dipende dalla percentuale di popolazione e Pil italiano in rapporto a popolazione e Pil complessivi dell‘Ue. Tuttavia per il fondo salva-euro questa quota è stata maggiorata in seguito ad un compromesso raggiunto ieri notte secondo cui viene applicato uno ‘sconto’ sulla quota da versare ai paesi con Pil pro-capite inferiore al 75% della media Ue, tra cui Slovacchia, Slovenia, Estonia. Lo sconto durerà 12 anni, a partire dall‘entrata nell‘euro di ciascun paese. Tale aggiustamento temporaneo ha fatto balzare la quota italiana al 17,9%. La quota è maggiorata anche per altri paesi Ue, inclusi Germania e Francia.

L‘Esm, l‘organismo intergovernativo creati da un accordo tra 17 stati dell‘area euro, ha il compito di emettere prestiti per sostenere i paesi in difficoltà a condizione che essi rispondano con severi provvedimenti sui bilanci, che, se non fossero soddisfatti, farebbero scattare sostanziose multe.

L‘Esm prenderà il posto dell‘attuale meccanismo EFSF dalla metà del 2013. A differenza di quest‘ultimo l‘Esm sarà in grado di acquistare bond di paesi membri sul mercato primario, ma solo in circostanze eccezionali. Non lo farà quindi sul mercato secondario, come spesso auspicato dalla Bce che svolge questa funzione dall‘acuirsi della crisi greca nel maggio scorso.

Il programma stabilisce inoltre i criteri per i possessori di obbligazioni private della condivisione dell‘onere nel caso gli stati membri richiedano una riduzione del debito.

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