21 marzo 2011 / 17:45 / 6 anni fa

PUNTO 1-Bce, fermezza e tempestività contro rischi prezzi-Draghi

* Tenere alta la guardia in difesa stabilità prezzi

* Bce conscia rischi inflazione in misure straordinarie

* Separare obiettivi su prezzi da stabilità finanziaria

(aggiunge dettagli)

MILANO, 21 marzo (Reuters) - La Banca centrale europea agirà con "fermezza e tempestività" di fronte all'emergere di tensioni inflazionistiche per evitare rischi alla stabilità dei prezzi.

A dirlo è il governatore di Banca d'Italia e membro del direttivo della Banca centrale europea, Mario Draghi, nel testo del suo intervento a un seminario sull'euro all'Università Cattolica di Milano.

"Va mantenuta alta la guardia nella tutela della stabilità dei prezzi", ha detto Draghi.

"L'emergere di tensioni inflazionistiche richiede di valutare attentamente tempi e modalità di una normalizzazione delle condizioni monetarie. E' necessario prevenire un deterioramento delle aspettative, per evitare che l'impulso proveniente dai prezzi internazionali si trasmetta a quelli interni e ai salari, influenzando l'inflazione oltre il breve periodo".

Il timore di effetti 'second round' derivanti dalle tensioni nelle quotazioni internazionali delle materie ha spinto la Bce a rafforzare la vigilanza sulla minacce per i prezzi. Parlando dopo l'ultima riunione del direttivo, il presidente Jean Claude Trichet ha indicato la possibilità di una stretta già il mese prossimo.

"Come ha ricordato il presidente Trichet in occasione della riunione di inizio marzo, il Consiglio direttivo della Bce è pronto a intervenire con fermezza e tempestività per assicurare che tali rischi non si concretizzino".

DRAGHI IN LINEA CON BUNDESBANK SU DISTINZIONE OBIETTIVI BCE

Durante il suo intervento e rispondendo poi alle domande degli studenti, il governatore Draghi ha sottolineato come la politica monetaria della Bce sia da tempo espansiva: i tassi nominali sono bassissimi e i tassi reali a breve sono rimasti negativi anche dopo l'avvio della ripresa del ciclo.

Parlando delle misure straordinarie di liquidità varate dalla Bce durante la crisi per assicurare la trasmissione della politica monetaria, Draghi ha sottolineato come il direttivo della banca centrale sia ben consapevole dei rischi inflazionistici nel lungo periodo e come prima o poi si dovrà fare "marcia indietro".

"La preoccupazione che questo possa ingenerare inflazione è ben presente nei membri del consiglio", ha detto Draghi. "L'idea è che questo vada evitato e quindi bisognera prima o poi fare marcia indietro su questa creazione di liquidità che è stata molto marcata. La politica monetaria è ancora molto accomodante: i tassi d'interesse sono ancora molto bassi in termini nominali e in termini rali sono negativi".

Preoccupazioni sull'effetto distorsivo che a lungo andare può avere la modalità di conduzione delle aste di liquidità della Bce - che soddisfa appieno le richieste di fondi delle banche con una prassi inaugurata quando l'esplodere della crisi aveva paralizzato il mercato interbancario - sono state espresse oggi dalla Bundesbank, che ha sottolineato nel proprio bollettino mensile l'esigenza di tenere separati gli strumenti della politica monetaria da quella di stabilità finanziaria.

Con parole analoghe si è espresso anche Draghi, secondo cui "deve valere il principio della separazione" tra gli obiettivi della politica monetaria, vale a dire la stabilità dei prezzi, e quelli della politica macroprudenziale, quindi la stabilità finanziaria.

"I due obiettivi sono separati e vanno affrontati con strumenti diversi", ha detto Draghi.

Oggi la banca centrale tedesca ha affermato che "serve una chiara linea di demarcazione tra l'obiettivo della stabilità dei prezzi e quello della stabilità finanziaria" e che soddisfare al 100% le richieste della banche nel lungo termine finisce per intralciare efficacemente lo sforzo di pilotare i tassi d'interesse.

Draghi ha ricordato come le misure straordinarie si siano dimostrate valide durante la crisi nel preservare il meccanismo di trasmissione della politica monetaria che, con la fissazione di un tasso di riferimento, punta a influenzare in prima battuta i tassi del mercato interbancario e di conseguenza quelli rilevanti per l'economia reale.

(Valentina Za, in redazione a Milano Luca Trogni)

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below