March 21, 2011 / 5:04 PM / 6 years ago

PUNTO 1-Italia, presto solido avanzo primario,non tema Ue-Draghi

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(aggiunge dettagli)

MILANO, 21 marzo (Reuters) - L'Italia deve tagliare selettivamente la spesa pubblica avendo come bussola l'obiettivo della crescita e tornare così rapidamente a un solido avanzo primario.

Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, secondo cui l'Italia non deve temere la maggiore sorveglianza sui bilanci a livello europeo. Le passate riforme, soprattutto pensionistiche, fanno sì che ora servano correzioni dei saldi di bilancio minori per assicurare la sostenibiltà a lungo termine dei conti pubblici.

"Ripristinare rapidamente un solido avanzo primario e non sottrarsi all'esigenza di mettere in campo interventi che sostengano strutturalmente la crescita, questa è la sfida", ha detto Draghi.

"Aumentare le aliquote fiscali è fuori discussione ... non resta che il controllo della spesa", si legge nel testo di un intervento pronunciato in un seminario sull'euro presso l'Università Cattolica di Milano.

Draghi esorta l'Italia a "non temere" la "più attenta sorveglianza multilaterale sulla sostenibilità dei bilanci pubblici prevista dal nuovo Patto", che anzi "può aiutarci".

Secondo Draghi i nuovi obblighi europei sul ritmo di riduzione del debito pubblico non pongono un vincolo molto più stringente della regola attuale sul pareggio strutturale di bilancio e, in condizioni favorevoli di crescita, il rispetto di quest'ultima dovrebbe garantire di per sé l'adeguamento all'obiettivo di riduzione del debito.

La nuova versione del Patto ha introdotto un criterio numerico di riduzione del debito pari a un ventesimo del divario tra l'incidenza del debito sul Pil e la soglia limite del 60% fissata da Maastricht.

Per Draghi il rafforzamento della governance europea è incoraggiante ma ha bisogno di progressi ulteriori che vadano nella direzione di un maggiore automatismo delle sanzioni, in modo da ridurre al minimo la politicizzazione della contabilità pubblica ed evitare "possibili comportamenti collusivi tra paesi". [ID:nLDE72K1KY]

Il problema dell'Italia, non si stanca di ripetere il governatore, è la "difficoltà strutturale a crescere", la sfida della politica economica è intervenire su questo nodo riducendo allo stesso tempo l'incidenza del debito sul Pil.

Pur riconoscendo la "prudente" gestione che ha allungato progressivamente la vita media residua in un contesto "incerto e volatile", Draghi rileva l'ulteriore salita del già elevatissimo debito italiano.

Visto che dal lato delle entrate non ci sono margini - se non il recupero di evasione ed elusione che dovrebbe tradursi però poi in una riduzione delle aliquote fiscali - "non resta che il controllo della spesa", conclude Draghi, invitando a un orientamento "selettivo" che si faccia guidare dall'obiettivo di crescita: cosa la ostacola e cosa la favorisce.

"Scelte politiche sagge non possono che poggiare su una valutazione capillare degli effetti anche macroeconomici di ogni voce di spesa".

(Valentina Za, in redazione a Milano Luca Trogni)

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