PUNTO 1 - Eurogruppo rimanda a 21 marzo scelta mix risorse Efsf

martedì 15 marzo 2011 09:54
 

(aggiunge al terzo paragrafo dichiarazioni Juncker ieri)

BRUXELLES, 15 marzo (Reuters) - Al termine delle riunioni di ieri sera a Bruxelles è rimasta aperta tra i ministri finanziari della zona euro la discussione sulla combinazione di risorse per garantire che il fondo di salvataggio (Efsf) possa attingere alla sua intera dotazione di 440 miliardi di euro, come concordato dai capi di stato e di governo dei diciassette nello scorso fine settimana.

Lo ha detto ai giornalisti ieri in tarda serata il ministro francese Christine Lagarde. Nel tardo pomeriggio il commissario Ue agli Affari economici e monetari Olli Rehn e il presidente dll'Eurogruppo Jean-Claude Juncker avevano indicato che il fondo riformato non sarà operativo prima dell'estate.

"Stiamo discutendo le modalità e gli strumenti per ritornare al livello iniziale dei 440 [miliardi di euro]. Questo verrà fatto attraverso [maggiori] garanzie o ci possono essere anche altri mezzi? La mia sensazione attuale è che sarà fatto utilizzando le garanzie", aveva detto ieri nel tardo pomeriggio Juncker, rimandando alla riunione del 21 marzo. Nella stessa sede verrà discusso anche di quanto ridurre il tasso al quale l'Efsf presta fondi di saltavaggio e le modalità tramite cui l'Efsf potrà acquistare titoli sul mercato primario.

Ieri sera Lagarde ha detto che il mix di risorse aggiuntive per l'Efsf comprenderà garanzie, promesse di pagamenti e pagamenti effettivi. Solo questi ultimi naturalmente incideranno direttamente sul debito pubblico dei paesi emittenti.

"Siamo ancora alla ricerca dell'ottimizzazione del mix" ha detto Lagarde, aggiungendo che la riunione straordinaria dell'Eurogruppo di lunedì prossimo servirà a chiarire le opzioni.

"Presenteremo ai leader europei un ventaglio di opzioni per il vertice del 24-25 marzo. Spetterà poi a loro decidere", ha aggiunto.

Lagarde ha poi evitato di commentare la funzione che la finanza privata ricoprirà per stabilire la salute dell'economia di un paese della zona euro. La finanza privata sarà uno dei fattori che concorrerà a stabilire se avviare o meno una procedura di infrazione contro i paesi con debito pubblico sopra il 60% del Pil che non dovessero ridurre l'eccesso di un ventesimo all'anno.

Durante la conferenza al termine dell'Eurogruppo di ieri Rehn aveva detto che "nell'esame del debito pubblico, uno dei criteri fondamentali è il debito privato nella misura in cui abbia un impatto sulla capacità di un paese di ripagare il suo debito pubblico".