SCHEDA-Riforma Patto Ue, con calo debito,altri fattori rilevanti

lunedì 14 marzo 2011 16:05
 

 MILANO, 14 marzo (Reuters) - Dopo l'accordo nel fine
settimana sul rafforzamento del fondo di salvataggio Efsf e
l'accordo politico dei leader della zona euro sul patto per
l'euro, oggi e domani i ministri finanziari Ue cercheranno
un'intesa sui dettagli tecnici della riforma del Patto di
stabilità e crescita Ue.
 Nella dichiarazione finale emessa nel fine settimana dal
vertice dei capi di stato e di governo della zona euro si
afferma già che i leader "concordano che l'inclusione del
benchmark numerico di 1/20 per la riduzione del debito - da
valutare prendendo in considerazione tutti i fattori rilevanti -
dovrebbe far parte pienamente del pacchetto". 
 Tuttavia rimangono da definire aspetti tecnici rilevanti,
come la lunghezza del periodo di transizione per l'applicazione
delle nuove regole e la lista degli indicatori per valutare gli
squilibri macroeconomici.
 Da confermare che, come indicato nella proposta della
Commissione Ue, l'elenco dei fattori rilevanti nell'analisi del
debito pubblico includa il debito privato, come chiede l'Italia.
 I responsabili delle Finanze discuteranno stasera a cena le
sei proposte legislative della Commissione Ue che contengono gli
elementi innovativi per la riforma del Patto Ue presentati a
fine settembre. 
 Tra le novità un monitoraggio più stringente sul debito
pubblico, un controllo più stretto sull'andamento della spesa
dello Stato, l'inserimento della sorveglianza sull'accumularsi
di squilibri macroeconomici tra i paesi della zona euro,
l'inclusione di un ventaglio di variabili da controllare in
parallelo al debito pubblico. 
 Su tutti questi elementi, come sui dettagli operativi per il
rafforzamento del fondo Efsf e il veicolo di salvataggio
permanente Esm, si attende la firma definitiva da parte dei
leader europei in occasione del summit del 24-25 marzo.
 
 LE 6 PROPOSTE LEGISLATIVE DELLA COMMISSIONE UE:
 1 - Modifiche alla parte preventiva del Patto di stabilità
     (rafforzano il Medium term objective, inseriscono un
     nuovo vincolo sulla crescita spesa pubblica e il
     concetto di politica fiscale prudente)
 2 - Modifiche alla parte correttiva del Patto di stabilità
     (prevedono l'inserimento di un criterio numerico sulla
     riduzione del debito eccessivo, aprono la possibilità
     di procedure sul debito)
 3 - Regolamento su applicazione sorveglianza di bilancio
     (introduce nuove sanzioni finanziarie per i paesi che
     non rispettano obblighi di parte preventiva e correttiva
     del Patto Ue, introduce un meccanismo di voto inverso 
     secondo cui il consiglio può bocciare le sanzioni della
     Commissione solo con voto a maggioranza qualificata)
 4 - Direttiva su cornice normativa per bilancio Stati membri
     (fissa requisiti minimi per sistemi di contabilità 
     pubblica, statistica, procedure di bilancio nazionali)
 5 - Regolamento per prevenire e correggere squilibri macro
     (introduce una procedura in caso di squilibrio eccessivo
     sulla base del monitoraggio di indicatori macro)
 6 - Regolamento sulle sanzioni in caso di squilibrio macro 
     eccessivo.
 
 RIDUZIONE DELL'ECCESSO DI DEBITO DI 1/20 ALL'ANNO:
 Nel caso di un debito oltre il 60% del Pil, i leader della
zona euro hanno avvallato la proposta della Commissione Ue
secondo cui la riduzione del debito/Pil sarà considerata
sufficiente e il rapporto in avvicinamento a ritmo soddisfacente
al valore di riferimento se la differenza tra debito effettivo e
target del 60% sarà stata ridotta nei tre anni precedenti di un
ventesimo l'anno.
 Va definito ancora in modo preciso il periodo di transizione
per l'entrata in vigore di questa nuova regola.
 
 DEBITO PRIVATO NEL PATTO DI STABILITA':
 Secondo la proposta della Commissione, nel monitoraggio del
debito l'esecutivo Ue dovrà porre attenzione a "tutti i fattori
rilevanti". Si dovrà guardare agli sviluppi del debito nel medio
termine tenendo conto di elementi di rischio tra cui - secondo
la bozza legislativa prensentata dall'esecutivo Ue - "la
struttura delle scadenze del debito, la valuta di denominazione
del debito, le riserve accumulate e altri asset pubblici, le
garanzie legate al settore finanziario, le passività implicite
ed esplicite legate all'invecchiamento della popolazione e il
debito privato nella misura in cui può rappresentare una
passività potenziale implicita per lo Stato".
Nella dichiarazione finale del vertice di venerdì 11 marzo
si fa riferimento agli "altri fattori rilevanti" nell'analisi
del debito pubblico, senza, però, elencarli.
 
 VINCOLO SULLA CRESCITA SPESA PUBBLICA:
 La bozza della Commissione stabilisce che la politica
fiscale di un paese sarà considerata prudente se, per i paesi
che hanno raggiunto il loro obiettivo di bilancio di medio
termine (Mto), la crescita annuale della spesa pubblica non sarà
superiore a un tasso prudente di crescita di medio periodo del
Pil del paese considerato, a meno che non sia bilanciato da un
aumento delle entrate.
 Per un paese che non ha ancora raggiunto il proprio Mto, la
crescita della spesa pubblica dovrà essere inferiore al tasso
potenziale di crescita del Pil, a meno che sia controbilanciata
da un aumento delle entrate.
 
 SORVEGLIANZA SUGLI SQUILIBRI MACROECONOMICI:
 Nella proposta della Commissione, la nuova sorveglianza
partirà dall'analisi a cadenza regolare dei rischi di squilibrio
basata su una tabella composta da diversi indicatori
macroeconomici. Partendo da questa tabella segnapunti la
Commissione potrà lanciare indagini approfondite per gli Stati
Membri a rischio. I paesi che evidenziano forti squilibri o
squilibri che mettono a rischio il funzionamento della zona euro
posso portare il Consiglio a emettere raccomandazioni e ad
aprire una procedura per squilibri eccessivi.
 
 NUOVE SANZIONI PER CHI INFRANGE REGOLE:
 Per chi infrange le regole sui conti pubblici è previsto un
deposito infruttifero, che si trasformerà in una multa, pari
allo 0,2% del Pil del paese sanzionato.
 Deposito infruttifero e multa successiva pari a 0,1% del Pil
per i paesi che mostrano uno squilibrio macroeconomico eccessivo
e non sono in grado di ridurlo nei tempi concordati con
Bruxelles.
 
 (Francesca Landini)