March 10, 2011 / 10:16 AM / 6 years ago

PUNTO 1 - Bce, correzione strutturale 1% per Paesi alto debito

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(Aggiunge dettagli da bollettino)

ROMA, 10 marzo (Reuters) - I Paesi con elevati debito e deficit di bilancio pubblico dovrebbero raddoppiare all'1% del Pil la misura della correzione strutturale dei loro deficit per riuscire a ridurre il debito e avere bilanci pubblici sostenibili. Lo scrive la Bce nel suo bollettino mensile.

"Poiché i governi sono ancora ben lungi dal raggiungere i loro obiettivi di bilancio a medio termine, l'azione di risanamento strutturale dovrà superare notevolmente il valore di riferimento dello 0,5% del Pil per anno fissato per la variazione del saldo strutturale del Patto di stabilità e crescita", si legge nel bollettino.

"Nei Paesi in cui l'incidenza del disavanzo e/o quella del debito sul Pil è elevata, la correzione strutturale annua dovrebbe essere almeno pari all'1% del Pil per consentire una riduzione sufficiente del rapporto fra il debito e il prodotto e salvaguardare la sostenibilità dei conti pubblici", si legge ancora nel bollettino.

In Italia, ricorda la Bce, l'Istat ha stimato che il disavanzo pubblico è stato del 4,6% del Pil nel 2010, un livello "inferiore all'obiettivo del 5,0% fissato nell'aggiornamento del programma di stabilità del 2010 e concordato nell'ambito della Pde", Procedura di disavanzo eccessivo.

Il rapporto debito/Pil dell'Italia nel 2010, secondo Istat, è stato del 119% con un saldo primario al -0,1% del Pil.

"Livelli alti e crescenti dell'incidenza del debito sul Pil accentuano i rischi di bilancio collegati a ulteriori interventi di sostegno al settore bancario e ai costi attesi per i prossimi anni dall'invecchiamento della popolazione, soprattutto alla luce della prospettiva di un tasso di crescita del prodotto potenziale inferiore", osserva ancora la Bce.

Bce Chiede Rapido Raggiungimento Adeguati Avanzi Primari

Secondo Francoforte, una strategia di riforma credibile e organica può "sostenere la fiducia nei mercati, elemento che potrebbe rivelarsi particolarmente importante in paesi con posizioni di bilancio vulnerabili e che potrebbe avere un impatto favorevole sulle condizioni di finanziamento nel più lungo termine".

La Bce sollecita quindi i Paesi membri non solo a varare riforme dei sistemi pensionistico e sanitario ma anche a ottenere un "rapido conseguimento di avanzi primari tali da garantire che il rapporto fra il debito e il Pil si riduca in misura sufficiente e si avvicini con un ritmo adeguato al valore di riferimento del 60%".

L'esperienza di alcuni Stati membri dell'Ue, dice la Bce, mostra come sia di fatto possibile conseguire e mantenere avanzi primari per un periodo di tempo relativamente lungo.

Dieci Stati membri dell'Ue (Belgio, Bulgaria, Danimarca, Irlanda, Spagna, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Finlandia e Svezia) hanno registrato avanzi primari pari o superiori all'1,6% del Pil per periodi ininterrotti di 10 o più anni,

E in Italia, ricorda nel dettaglio la Bce, l'avanzo primario medio è stato al 5,1% per 6 anni, dal 1995-2000.

Stefano Bernabei

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