PUNTO 1 - Bce, correzione strutturale 1% per Paesi alto debito

giovedì 10 marzo 2011 11:07
 

(Aggiunge dettagli da bollettino)

ROMA, 10 marzo (Reuters) - I Paesi con elevati debito e deficit di bilancio pubblico dovrebbero raddoppiare all'1% del Pil la misura della correzione strutturale dei loro deficit per riuscire a ridurre il debito e avere bilanci pubblici sostenibili. Lo scrive la Bce nel suo bollettino mensile.

"Poiché i governi sono ancora ben lungi dal raggiungere i loro obiettivi di bilancio a medio termine, l'azione di risanamento strutturale dovrà superare notevolmente il valore di riferimento dello 0,5% del Pil per anno fissato per la variazione del saldo strutturale del Patto di stabilità e crescita", si legge nel bollettino.

"Nei Paesi in cui l'incidenza del disavanzo e/o quella del debito sul Pil è elevata, la correzione strutturale annua dovrebbe essere almeno pari all'1% del Pil per consentire una riduzione sufficiente del rapporto fra il debito e il prodotto e salvaguardare la sostenibilità dei conti pubblici", si legge ancora nel bollettino.

In Italia, ricorda la Bce, l'Istat ha stimato che il disavanzo pubblico è stato del 4,6% del Pil nel 2010, un livello "inferiore all'obiettivo del 5,0% fissato nell'aggiornamento del programma di stabilità del 2010 e concordato nell'ambito della Pde", Procedura di disavanzo eccessivo.

Il rapporto debito/Pil dell'Italia nel 2010, secondo Istat, è stato del 119% con un saldo primario al -0,1% del Pil.

"Livelli alti e crescenti dell'incidenza del debito sul Pil accentuano i rischi di bilancio collegati a ulteriori interventi di sostegno al settore bancario e ai costi attesi per i prossimi anni dall'invecchiamento della popolazione, soprattutto alla luce della prospettiva di un tasso di crescita del prodotto potenziale inferiore", osserva ancora la Bce.

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